2022

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Macro week

Macro week

Ogni nuova settimana, un nuovo tema! Per iniziare, cosa potrebbe essere più naturale della Settimana Macro e dell’opinione del nostro CIO sulle modifiche e le sfide che ci riserva il 2022?

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01 Dec

Macro week

Prospettive per il 2022: dotarsi dei mezzi adeguati per la trasformazione

Vincent Hamelink

Chief Investment Officer

Un anno dopo la scoperta dei vaccini anti-Covid, i mercati finanziari hanno già lasciato alle spalle la pandemia. Ma non l'economia.

Ciò è dimostrato dalle numerose turbative che si verificano nelle catene di approvvigionamento, sui mercati del lavoro o delle materie prime. La più lunga espansione economica della storia americana (durata 128 mesi) è stata seguita dalla più breve recessione (2 mesi) e ha registrato il rimbalzo più marcato mai misurato finora.

Ripresa della crescita in corso nelle economie sviluppate

Come sperato, il 2021 è stato un anno di rinascita, un anno incentrato sugli sviluppi sanitari, con una graduale riapertura e un ritorno a una vita più “normale”. La solida performance economica dovrebbe continuare anche nel 2022, con una crescita di circa il 4%, sia negli Stati Uniti, sia nell’eurozona. Tuttavia, siamo tutti convinti che questo sia solo l'inizio di qualcosa di nuovo, dato che la pandemia ha cambiato le carte in tavola. Ci aspettiamo che tutte le economie sviluppate ritornino sui livelli di produzione pre-pandemia entro la fine del prossimo anno, mentre alcuni mercati emergenti ed economie in via di sviluppo continueranno a registrare perdite di produzione. Inoltre, si prevede che la crescita dell'occupazione rallenti la ripresa della produzione; secondo le proiezioni, infatti, l'occupazione globale tornerà a soli due terzi del livello pre-pandemico, causa i persistenti timori sul fronte sanitario e l'accelerazione del passaggio all'automazione, tra gli altri elementi.

Chart: Real GDP Trajectory

Un'inflazione più elevata per un periodo più lungo… e un nuovo decollo

Prevediamo che l'offerta e la domanda si ribilancino gradualmente in un contesto di crescita superiore alla potenzialità nelle principali economie sviluppate. Con la forte domanda alle prese con strozzature dell’offerta dovute alla pandemia, emergono tensioni che provocano prezzi più elevati. L'inflazione dovrebbe rimanere elevata in modo preoccupante, almeno nei mesi invernali. Di conseguenza, concordiamo con il governatore della Fed Jerome Powell sul fatto che il termine “transitorio” non indichi un fenomeno di breve durata, ma piuttosto un qualcosa che difficilmente si tradurrà in “inflazione più alta, in modo permanente o molto persistente”. Prevediamo un picco dell'inflazione nel 2022. Detto questo, i timori legati all'inflazione dovrebbero mutare nella prima metà del 2022, mettendo alla prova la pazienza delle banche centrali, portando volatilità sui mercati del reddito fisso e incidendo sui fattori azionari.

Chart: Peak of inflation in 2022

Riconosciamo che cresce il rischio di un inizio anticipato dei rialzi della Fed e di un ciclo di stretta monetaria molto meno dolce di quello precedente. Un rischio estremo per il nostro scenario centrale sarebbe che gli stimoli fiscali e monetari globali senza precedenti che hanno creato il boom economico attualmente in corso potrebbero diventare insostenibili, trasformandosi in un ciclo di espansione e contrazione in forte inflazione, con conseguente doppia recessione. Non è questo il nostro scenario principale. Non prevediamo alcuna inversione della curva nel 2022, in quanto vediamo un margine di manovra sufficiente per un movimento di appiattimento.

Approccio cross-asset: Il 2022 inizierà con una preferenza per le azioni rispetto alle obbligazioni e rimarrà flessibile

In questo contesto, i rendimenti dei Treasury USA a 10 anni dovrebbero evolvere tra 1,5% e 2,5%, giustificando una duration breve. Questo contesto volatile porterà probabilmente a un'alternanza della curva dei rendimenti tra irripidimento e appiattimento, a seconda dei timori per l'inflazione e, aspetto più importante, la funzione di reazione della Federal Reserve. Con l'economia sempre più vicina alla piena occupazione negli Stati Uniti, prevediamo che la banca centrale concluda il tapering entro il giugno 2022 e aumenti i tassi nel secondo semestre. Il periodo di transizione verso un ciclo di rialzo dei tassi da parte della Fed è molto delicato, storicamente associato all'appiattimento della curva dei rendimenti. Pertanto, effettueremmo una sottoponderazione sul credito USA, associata a una posizione costruttiva per il credito europeo. Per i mercati azionari, il contesto di un irripidimento iniziale della curva dei rendimenti associato a una crescita superiore al potenziale ci porta ad iniziare il 2022 con un orientamento positivo. La responsabilità rimane la nostra scelta azionaria attiva, con la ricerca di opportunità e la selezione di società innovative che investano nel mondo di domani: fornitori sanitari, aziende che accelerano la transizione verso la decarbonizzazione, riducendo al minimo gli sprechi e accogliendo la rivoluzione della mobilità. Anche le società che si giocano la carta delle tecnologie innovative meritano un ruolo di primo piano nei portafogli.

In un contesto difficile per le economie emergenti, emergono opportunità di investimento

La stretta monetaria negli Stati Uniti di solito rappresenta un ostacolo per le classi di attivi emergenti. Questa volta, però, i mercati finanziari hanno già iniziato a integrare questo sviluppo, poiché la maggior parte delle banche centrali dell'America Latina e dell'Europa orientale - Brasile, Messico, Russia e Polonia - sono già diventate meno accomodanti.

La Cina è stata l'unico paese G20 a registrare una crescita positiva del PIL nel 2020, ma il contesto degli investimenti in Cina è diventato particolarmente difficile nel 2021. La dinamica della crescita si è indebolita, influenzata dalla strategia zero-Covid, da misure per ridurre le emissioni di carbonio e un raffreddamento deliberato del mercato immobiliare. Mentre Pechino incrementerà probabilmente le misure di allentamento monetario e fiscale (senza attenuare l'orientamento duro adottato verso il settore immobiliare), i rischi per la crescita sono destinati a calare. Secondo la nostra analisi, i mercati finanziari hanno assorbito le brutte notizie e le valutazioni cinesi appaiono sempre più interessanti; le autorità cinesi confidano che un nuovo “punto di partenza storico” sia stato raggiunto con la leadership di Xi Jinping. Sembra destinato a inaugurare un terzo mandato di cinque anni, leader principale del 20° congresso del partito in programma per metà ottobre 2022, fornendo continuità e visibilità agli investitori.

Chart: Relative P/E MSCI China vs. MSCI World

Il supporto per l'eurozona continua

Arrivando a un’area più vicina a “casa”, la BCE dovrebbe mantenere il suo atteggiamento accomodante. Con l’eurozona ancora lontana dalla piena occupazione, la BCE resterà accomodante: sorprenderebbe vedere un aumento del tasso a breve termine prima della metà del 2023. Anche se gli acquisti per l’emergenza pandemica (PEPP) terminano a marzo, come ampiamente previsto, altri programmi di acquisto di attivi potrebbero essere modificati per agevolare l'uscita dal PEPP. In un contesto in cui la BCE continua ad acquistare titoli nel 2022, mentre la Federal Reserve sta diluendo gli acquisti, riteniamo che il credito europeo sia più interessante di quello statunitense. Seguendo la leadership statunitense, i rendimenti obbligazionari dovrebbero comunque registrare un trend al rialzo nell’eurozona, con un obiettivo di rendimento dello 0,2% per il bund tedesco a 10 anni. Al contrario, gli investitori dovrebbero essere più cauti sugli spread dell’Europa periferica, poiché riteniamo che molte buone notizie siano già state scontate.

Sul fronte fiscale, accelererà l’applicazione del piano Next Generation UE, mentre i bilanci per il 2022 non sembrano restrittivi. In cima all’ordine del giorno vi sarà la riforma del Patto di stabilità e crescita, che risale al 1997, un periodo in cui i rendimenti delle obbligazioni dell’eurozona erano di diverse centinaia di punti base in territorio positivo.

Investire per una nuova era

Dopo due anni di lockdown e riaperture, prevediamo che il 2022 sarà un anno più “normale” in quella che sarà, si spera, l’era post-Covid, la Nuova normalità.

Il COVID-19 è stato un campanello d'allarme a livello globale per affrontare la sfida più grande: lo sviluppo e l'attuazione di una transizione energetica equa e inclusiva per la lotta al cambiamento climatico. Dopo la conferenza dell'ONU COP26, sono state fatte numerose dichiarazioni e impegni per ridurre le emissioni dannose e limitare gli aumenti della temperatura. Il nuovo anno sarà fondamentale. In qualità di investitori responsabili, abbiamo il dovere di facilitare e accelerare questa transizione. Riteniamo che la sostenibilità sia un fattore chiave nella performance degli investimenti e che la gestione attiva sarà fondamentale nella selezione di quelle aziende i cui modelli di business apportino un contributo positivo al mondo di domani.

È su questa nota di speranza che vi auguro un felice 2022.

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02 Dec

Macro week

Il gioco dell'attesa - quanto tempo?

Nicolas Forest

Global Head of Fixed Income

Céline Deroux

Senior Fixed Income Strategist, Global Bonds

Gli obiettivi della Banca centrale sono compatibili con la stabilità finanziaria in un contesto di inflazione più alta? A seguito dei recenti cambiamenti strategici nelle politiche monetarie e nelle coraggiose risposte post-pandemiche, anche i responsabili delle politiche stanno bilanciando le disuguaglianze derivanti dal quantitative easing e dal loro ruolo nella lotta ai cambiamenti climatici.

Un equilibrio instabile?

L'inflazione globale resta elevata a causa delle strozzature nelle catene di fornitura e della carenza di manodopera. Con il perdurare delle pressioni sui prezzi, i mercati obbligazionari sono diventati meno accomodanti e hanno già messo alla prova le funzioni di reazione delle banche centrali dei paesi sviluppati. In particolare, l'Australia ha eliminato la capitalizzazione dei rendimenti che aveva mantenuto sulle obbligazioni a 3 anni.

Fed USA: obiettivo medio di inflazione e piena occupazione

La Federal Reserve statunitense ha un duplice mandato: nello specifico stabilità dei prezzi e piena occupazione. Un anno fa, la Fed ha adottato anche un obiettivo flessibile di inflazione media del 2% (FAIT), che deve essere coerente con un mercato del lavoro pienamente attivo. Pertanto, la Fed può accettare un'impennata dell'inflazione finché non sarà stata raggiunta la piena occupazione. Nelle comunicazioni più recenti, la Federal Reserve ha riconosciuto che l'inflazione è superiore al target del 2%, ma ha descritto l'eccesso come transitorio, prevedendo un livello vicino al 2,2% entro la fine del 2022. Mentre l'economia statunitense prosegue la ripresa, la banca centrale ha annunciato una politica di normalizzazione consistente nel ridurre di $15 miliardi , a novembre e dicembre, gli acquisti mensili di attivi pari a $120 miliardi, con l'obiettivo di metter fine agli acquisti di obbligazioni verso la fine del secondo trimestre del 2022. Sulla base del "Dot Plot” del FOMC, gli aumenti dei tassi dovrebbero giungere dopo la fine del tapering, poiché l'economia statunitense è ancora lontana dalla piena occupazione (la partecipazione della forza lavoro non è riuscita a risalire, in parte a causa dei programmi di prepensionamento).

Risultato? Dopo un aumento dei prezzi al consumo del 6,2% su base annua a novembre, gli investitori sembrano ora scontare aumenti dei tassi d'interesse da parte della Fed prima e più aggressivamente di quanto la banca abbia per ora annunciato. Riteniamo che la Fed potrebbe procedere a due aumenti dei tassi nel secondo semestre del 2022. Resta da vedere in che modo la Fed gestirà il suo bilancio sovradimensionato. Una riduzione attiva del bilancio potrebbe aver luogo prima, durante o dopo i primi rialzi dei tassi. Per il momento l'argomento non è stato affrontato, ma farà certamente parte delle decisioni politiche future, poiché potrebbe integrare gli strumenti della Fed nel percorso verso la normalizzazione della politica monetaria.

BCE: obiettivo di inflazione simmetrico e clima

In Europa, la BCE ha adottato un obiettivo di inflazione simmetrico e ha rafforzato la forward guidance. Inoltre, la Banca includerà fattori climatici nella valutazione della politica monetaria. La BCE prevede ancora inflazione a breve termine, in calo nel 2022 prima di scendere al di sotto dell'obiettivo del 2% nel 2023. In termini di acquisti di attivi, il Programma di €1.875 miliardi proseguirà a un ritmo più lento, fino a marzo 2022. Seguirà un programma di acquisto di attivi più flessibile.

Risultato? Come negli Stati Uniti, le aspettative di un aumento dell'IPC europeo di circa il 4% hanno alimentato le speculazioni su un potenziale rialzo dei tassi nel 2022. Questa opzione è stata ampiamente respinta da Lagarde durante il recente annuncio della BCE sulle decisioni di politica monetaria.

I mercati emergenti in contrasto

Questo "approccio paziente” delle banche centrali dei paesi sviluppati contrasta nettamente con le recenti azioni delle banche centrali dei mercati emergenti. Ad esempio, il Brasile ha innalzato i tassi di 575 pb dall'inizio del 2021, in particolare con un aumento di 150 pb a ottobre, il movimento più grande degli ultimi 20 anni tra quelli adottati in una sola riunione.

Reazioni subito, risultati nel tempo

Da un lato, le banche centrali dei mercati sviluppati corrono il rischio di farsi scavalcare dalla curva, nel qual caso potrebbero dover agire in modo aggressivo se le aspettative di inflazione dovessero schizzare in alto. L'inflazione rappresenta ora la principale fonte di preoccupazione per le aziende, mentre i consumatori risentono dell'impatto di prezzi più elevati. Anche le pressioni salariali vanno sorvegliate da vicino, in quanto potrebbero creare un circolo vizioso che potrebbe trasformare l'inflazione a breve termine in una caratteristica più permanente. D'altro canto, una risposta aggressiva all'inflazione (potenzialmente) transitoria potrebbe mettere a repentaglio la ripresa economica e rischierebbe di innescare un brusco rallentamento, in un contesto caratterizzato da un debito pubblico e dei consumatori più alto a livello globale.

I fattori trainanti dell'aumento dei prezzi - in particolare le strozzature nella catena di fornitura - dovrebbero persistere per un paio di mesi, mentre lo shock energetico aggiunge incertezza alla traiettoria di crescita. In questo contesto, le nuove funzioni di reazione delle banche centrali saranno prontamente messe alla prova. Solo il tempo ci dirà se la loro pazienza sarà stata ricompensata da crescita resiliente e stabilità finanziaria.

Chart: Central Banks Actions Before and Since the Financial Crisis

* Banche centrali - Paesi sviluppati = USA, UE, Regno Unito, Giappone, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia, Svizzera; Emergenti = Cina, Messico, Brasile, Indonesia, Turchia, Russia, Sudafrica, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia.

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03 Dec

Macro week

Come considerare l’inflazione nel 2022?

Nadège Dufossé

Global Head of Multi-Asset

Thematics week

Thematics week

Largo agli investimenti tematici! Dall’oncologia alla cybersicurezza, dai minori all’economia circolare, il tuo investimento potrebbe persino salvare il mondo.

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06 Dec

Thematics week

L'ancora di salvezza per l'apprendimento online dei bambini

Theany Bazet

Thematic Equity Fund Manager

In occasione del giorno di San Nicola, che si celebra oggi in ricordo del santo protettore dei bambini, Theany Bazet, Thematic Fund Manager, cerca di capire come le aziende che operano nel campo dell'apprendimento online possono aiutare alla realizzazione di un domani più sostenibile.

Molti genitori cercano di allontanare i loro figli da computer e web per orientarli su un buon libro. Ma la pandemia di COVID-19 ha completamente ribaltato questo atteggiamento in tutto il mondo, almeno in relazione a Internet. Durante i lockdown e la chiusura delle scuole, le piattaforme di didattica a distanza sono diventate strumenti essenziali per l'istruzione dei figli. Ma non per tutti.

La disuguaglianza si è nuovamente rivelata il fattore di segregazione cruciale. La chiusura delle scuole a causa della pandemia ha colpito i bambini a seconda del possesso degli strumenti che i loro genitori e le loro scuole potevano permettersi di mettergli a disposizione per continuare a seguire le lezioni durante la pandemia. Non solo la connessione a Internet a casa è considerata un lusso in molti dei paesi più poveri del mondo, ma molte scuole storicamente prive di risorse non avevano gli strumenti necessari per raggiungere tutti i loro studenti durante la crisi, portando ad un incremento del divario digitale[1].

La pandemia da COVID-19 ha portato sotto i riflettori le carenze del raggiungimento dell'OSS 4 delle Nazioni Unite entro il 2030 (istruzione di qualità per tutti), visto il digital divide che ha ostacolato la continuità dell'istruzione durante i lockdown, per chi non aveva accesso alla tecnologia. Al fine di trovare soluzioni per alcuni dei paesi più colpiti, organizzazioni internazionali come l'UNICEF hanno collaborato con le imprese, dimostrando che il settore privato può svolgere un ruolo cruciale nella gestione dell'emergenza e mitigare le disuguaglianze esistenti, fornendo agli alunni e alle scuole un accesso a Internet economico e affidabile, attrezzature informatiche e software di supporto alle piattaforme di didattica a distanza.

 "Fornire un'educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti"

Obiettivo delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile 4

Quando il COVID ha chiuso le scuole

La situazione durante la pandemia di COVID-19 è stata inedita soprattutto per la portata globale dell'interruzione, poiché le scuole sono rimaste chiuse per oltre 168 milioni di bambini[2] in tutto il mondo. Circa 214 milioni di bambini a livello mondiale (uno su sette) ha perso più di tre quarti del propriopotenziale di apprendimento personale[3]. Secondo l'UNESCO, sono 1,6 miliardi gli studenti di oltre 190 paesi colpiti dalla chiusura delle scuole al picco del COVID-19, con conseguente interruzione dell'apprendimento e della fornitura di servizi fondamentali per bambini e giovani in tutto il mondo, in particolare i più svantaggiati[4].

La maggioranza (53%) dei bambini nei paesi a basso e medio reddito sperimentano la "povertà educativa"[5]. Si tratta di un termine utilizzato dalla Banca mondiale per descrivere i bambini che hanno ricevuto un'istruzione così scarsa da non poter leggere o comprendere un testo semplice entro i 10 anni. La relazione evidenzia un dato ancora più elevato (80%) per i paesi poveri, dato che molti bambini non frequentano affatto la scuola. Nei soli paesi colpiti dalla crisi, 127 milioni di bambini e giovani erano esclusi dalla scuola primaria e secondaria già nel 2019, il che equivale a quasi la metà della popolazione mondiale non scolarizzata[6].

È chiaro quindi che le chiusure delle scuole indotte dal COVID hanno teso a danneggiare in modo particolare gli studenti dei gruppi che dovevano far fronte alla discriminazione e all'esclusione dall'istruzione anche prima della pandemia. Il danno all'istruzione di molti bambini si basa principalmente su questioni preesistenti, in quanto l'accesso alla scuola era precluso a un bambino su cinque anche prima che il COVID-19 iniziasse a diffondersi[7].

Il ruolo sostenibile delle aziende

Gli investitori avranno un ruolo da svolgere poiché si uniscono a società, governi e organizzazioni internazionali nel tentativo di realizzare gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite e il loro scopo fondamentale, ovvero quello di "non lasciare indietro nessuno" entro il 2030.

Grazie agli sforzi a livello internazionale, ci sono già esempi di aziende che permettono la fornitura di strumenti di apprendimento online, anche a scuole e studenti con mezzi limitati. Ad esempio, il programma Reimagine Education dell'UNICEF ha messo in contatto governi e aziende per fornire strumenti di apprendimento digitale a bambini e adolescenti. Esiste un mercato per l'istruzione online a prezzi accessibili in questo settore che può essere terra di conquista per le aziende che operano in modo sostenibile, seguendo gli sviluppi delle organizzazioni internazionali. Possono essere coinvolti diversi fornitori, poiché l'apprendimento online non è solo software ma anche una serie di materiali e strumenti didattici, dai libri di testo alle trasmissioni radio formative fino ai gruppi di supporto e tutoraggio online e ai podcast.

Come abbiamo già detto, la maggior parte dei casi in cui la fornitura di strumenti didattici online non è stata possibile, è da ricondurre all'assenza di connessione Internet a casa o a scuola. Infatti, 1,3 miliardi di bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni non dispongono di connessione Internet. Quindi, c'è margine per offrire soluzioni commerciali innovative in tutta la catena del valore dell'istruzione online, sia in termini di infrastruttura che di servizi di connettività.

Infatti, la maggior parte delle soluzioni per un problema come l'educazione online nei paesi più poveri dovrà essere innovativa, semplicemente perché le soluzioni standard richiedono l'accesso a un PC collegato a Internet, ma come vediamo molte famiglie più povere non hanno questa possibilità.  Tuttavia, l'80% della popolazione mondiale possiede uno smartphone, pertanto un software sotto forma di app per smartphone potrebbe già essere una svolta. Questo significa anche che c'è un ampio mercato in cui le aziende storiche possono inserirsi.

Chart: Number of Smartphone Users

In effetti, ci sono diversi settori che potrebbero non solo beneficiare di una crescita potenzialmente elevata, ma anche soddisfare gli obiettivi di sostenibilità specifici, ad esempio società di infrastrutture (compresi i fornitori di energia elettrica, servizi di telecomunicazione, reti a banda larga e wireless, infrastrutture a torre, società di fibra), hardware (smartphone, tablet, PC e anche giocattoli educativi) e software (sia quelle già protagoniste che le nuove arrivate); creatori di contenuti (editori e società di formazione che forniscono non solo contenuti stampati ma anche digitali).

Oltre ad affrontare l'obiettivo OSS 4 fornendo soluzioni commerciali a questo problema sociale, contribuirebbe indirettamente anche alla riduzione delle disuguaglianze (OSS 10), all'uguaglianza di genere (OSS 5), a industria, innovazione e infrastrutture (OSS 9) e alle partnership per gli obiettivi (OSS 17), puntando allo stesso tempo agli OSS 1 e 2 (zero povertà, zero fame, lavoro dignitoso e crescita economica) dal momento che una migliore istruzione potrebbe aprire la strada verso opportunità più concrete nella vita adulta.

Gli sforzi globali per migliorare la vita dei bambini in tutto il mondo sono stati finora quasi esclusivamente nelle mani di governi, autorità normative e istituzioni internazionali. Sempre più spesso, anche le forze di mercato iniziano a svolgere un ruolo importante e gli investitori, nell'ambito di tale equazione, possono contribuire a determinare un cambiamento favorevole.

Il movimento ESG ha dimostrato il proprio effetto positivo nel promuovere le aziende a incorporare le questioni di sostenibilità nella loro visione strategica, chiedendo anche più trasparenza. L'attivismo degli azionisti chiede sempre più spesso un cambiamento, migliori pratiche e maggiore responsabilità. Ora che le questioni sociali sono diventate più importanti, gli investitori responsabili continuano a evolversi e ad allineare le proprie pratiche d'investimento verso quelle aziende che aprono la strada a un contributo trasformativo verso la riduzione delle disuguaglianze e verso società più giuste ed eque.

 

[1] https://www.hrw.org/report/2021/05/17/years-dont-wait-them/increased-inequalities-childrens-right-education-due-covid

[2] https://data.unicef.org/resources/one-year-of-covid-19-and-school-closures/

[3] https://www.oecd.org/education/the-impact-of-covid-19-on-education-insights-education-at-a-glance-2020.pdf

[4] https://en.unesco.org/news/secretary-general-warns-education-catastrophe-pointing-unesco-estimate-24-million-learners-0

[5] https://www.worldbank.org/en/topic/education/brief/learning-poverty

[6] https://inee.org/resources/20-years-inee-achievements-and-challenges-education-emergencies

[7] https://www.unicef.org/coronavirus/keeping-worlds-children-learning-through-covid-19

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07 Dec

Thematics week

2022: l’anno della circolarità?

David Czupryna

Head of ESG Development

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08 Dec

Thematics week

Abbiamo il cancro nel mirino?

Malgorzata Kluba

Senior Biotechnology Analyst

L'oncologia sta registrando notevoli progressi da qualche decennio a questa parte. Il cancro è un nemico difficile e complesso: in realtà esistono oltre 200 tipi di questa malattia, che cambiano costantemente in risposta alle terapie utilizzate contro di essi. Oggi esiste un'ampia gamma di terapie di diversa tipologia contro il cancro, tra le quali chemioterapia, radioterapia, terapia mirata, immunoterapia, trapianti di cellule staminali del midollo osseo, terapia ormonale e chirurgia. Alcuni degli sviluppi più entusiasmanti cui assistiamo avvengono nel campo dell'oncologia di precisione.

Alcuni dei primi trattamenti, come la chemioterapia, sono utilizzati ancora oggi, pur presentando importanti effetti collaterali. Questo perché non distinguono tra cellule sane e cancerose nel nostro corpo e le uccidono entrambe.

Una migliore comprensione della biologia del cancro acquisita attraverso molti decenni di minuziosa ricerca ha permesso di sviluppare terapie mirate. È qui che troviamo alcuni degli sviluppi più interessanti di oggi in oncologia e le aziende che lavorano su questi nuovi trattamenti contro il cancro. Queste terapie mirate utilizzano le informazioni precise sul cancro per attaccare solo le cellule tumorali risparmiando quelle sane, aumentando così il tasso di successo e riducendo gli effetti collaterali.

Nel corso degli anni sono stati sviluppati diversi tipi di terapie mirate, la maggior parte delle quali mira a bloccare l'attività delle proteine che aiutano il cancro a prosperare. Il corpo umano sviluppa circa 20.000 proteine e circa 600[1] di queste sono funzionalmente importanti per vari tipi di tumori. Poiché il cancro non può funzionare senza quelle proteine, bloccarle o rimuoverle completamente è una buona strategia per combattere la malattia.

Terapie avanzate con anticorpi: il sistema immunitario viene guidato per attaccare le cellule cancerose

È possibile mirare selettivamente alle cellule cancerose con anticorpi, sfruttando le sottili differenze tra le cellule malate e quelle sane. Esistono trattamenti contro il cancro che utilizzano anticorpi appositamente progettati per legarsi solo alle proteine presenti sulla superficie delle cellule cancerose piuttosto che di qualsiasi altra cellula del nostro corpo. Come nel caso degli anticorpi ordinari, una volta trovato il suo bersaglio (una proteina cancerosa corrispondente), disabilita la sua attività e segnala al sistema immunitario di attaccare l'intruso.

Le terapie anticorpali rappresentano la classe di farmaci in maggiore crescita sul mercato. Anche dopo 35 anni dall'approvazione del primo trattamento anticorpale, sono oggetto di un'intensa ricerca per migliorarne l'utilizzo e l'efficacia.

Gli sviluppi più significativi in questo campo negli ultimi anni hanno riguardato i cosiddetti anticorpi bispecifici e coniugati di farmaci anticorpali. Gli anticorpi bispecifici possono legarsi non a uno ma a due diversi tipi di cellule, ad esempio una cellula cancerosa da un lato e la cellula T difensiva che può distruggere la cellula cancerosa dall'altro.

I coniugati di farmaci anticorpali combinano la selettività di un anticorpo e l'elevata tossicità di un farmaco a cui sono fusi. In questo modo il trattamento viene somministrato alle cellule cancerose piuttosto che alle cellule sane, il che riduce gli effetti collaterali.

Esistono centinaia di tipi di cancri diversi e ognuno di questi ha molti tipi diversi di proteine sulla superficie delle cellule che possono mutare molto velocemente per sfuggire alle terapie attuali. Tuttavia, con più di 200 trattamenti anticorpali bispecifici in fase di sviluppo, le nostre possibilità non sono senza speranza in questa lotta. Esempi recenti includono l'anticorpo bispecifico di Genmab attualmente in fase avanzata di sperimentazione clinica per il linfoma; il farmaco bispecifico recentemente approvato da Johnson & Johnson che affronta due fattori distinti di cancro del polmone o il coniugato di farmaco anticorpale sviluppato da Daiichi Sankyo in collaborazione con AstraZeneca, approvato per uno dei tipi di cancro al seno.

Degradazione delle proteine: uccisione delle cellule cancerose dall'interno

I nostri corpi creano ed eliminano costantemente un numero enorme di proteine. Le proteine che compongono il nostro corpo non rimangono lì per sempre, ma vengono costantemente riciclate una volta raggiunta la fine della loro vita. Durante questo processo le proteine vengono prima contrassegnate per la distruzione con un marcatore chiamato ubiquitina e quindi degradate all'interno di una sorta di struttura a pattumiera chiamata proteasoma. Questo processo è detto degradazione delle proteine.

Gli scienziati hanno creato un nuovo tipo di trattamento basato sulla degradazione delle proteine. Utilizza il processo ubiquitina-proteasoma del nostro corpo per rimuovere le proteine che sono essenziali per il corretto funzionamento delle cellule cancerose.

Diversi tipi di degradatori proteici sono attualmente oggetto di studi clinici per verificare se possono essere usati per trattare il cancro al seno e alla prostata, così come il linfoma. Vi sono anche studi in fase iniziale per sviluppare meccanismi di degradazione proteica per il melanoma, il cancro del polmone, del colon-retto e del pancreas. Recentemente questa nuova classe di farmaci ha suscitato un enorme interesse attraendo sia le grandi aziende farmaceutiche, sia attori più piccoli del mercato.

I leader in questo campo sono diverse aziende piccole e relativamente giovani che si concentrano esclusivamente su questo campo, come Arvinas, Nurix e C4 Therapeutics. Stanno lavorando per sviluppare degradatori per molti tipi diversi di cancro. Alcuni di questi tumori venivano precedentemente ritenuti incurabili, mentre altri vengono attualmente combattuti con varie terapie pur in presenza di problemi, quali la resistenza ai farmaci, le mutazioni all'interno delle cellule cancerose e la progressione della malattia. I degradatori proteici potrebbero potenzialmente superare tutti questi limiti: l'obiettivo è sviluppare trattamenti antitumorali in grado di degradare le proteine che normalmente sono fuori dalla portata di altri farmaci.

Cosa c'è all'orizzonte?

Con la conoscenza scientifica sempre più consapevole di come funzionano le cellule cancerose, vi sono molti nuovi potenziali trattamenti che potrebbero migliorare gli attuali standard di cura nel prossimo futuro. Il numero di studi clinici avviati in oncologia è quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni, raggiungendo un livello storico di 1.600 studi iniziati nel 2020. I progressi negli studi clinici portano all'approvazione di decine di nuovi trattamenti unici ogni anno. Tra i vari esempi, vi sono gli inibitori enzimatici altamente mirati, le immunoterapie anticorpali e le terapie cellulari, nelle quali le cellule immunitarie del paziente vengono raccolte, modificate in laboratorio e restituite al corpo del paziente per combattere le cellule cancerose. Nuove classi di terapie come i degradatori di proteine emergono regolarmente, aggiungendosi agli strumenti forniti dai trattamenti già approvati.

Il nostro team si avvale di una perizia altamente specialistica e compie un'analisi approfondita per seguire da vicino un'ampia gamma di sviluppi di farmaci oncologici in corso e per mirare alle aziende che dovrebbero beneficiare dei potenziali successi in questo campo.

Candriam sostiene il PrecISion Medecine Institute in oncology (PRISM), che è un consorzio che comprende l'Istituto Gustave-Roussy, la scuola di ingegneria Central Supelec, l'Università Paris Saclay e l'INSERM. I suoi sforzi si concentrano sull'analisi molecolare per rilevare con precisione il meccanismo molecolare che fa progredire il cancro in ogni paziente che rischia di morire di cancro. Questa procedura è nota come modellizzazione del cancro e, in caso di successo, può salvare circa 200.000 vite all'anno a lungo termine. Guarda l'intervista al Professor Fabrice André – Direttore della Ricerca al Gustave Roussy Cancer Center – oncologo specializzato in cancro al seno e Professore di Medicina all'Università Paris Saclay.

 

[1] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34131295/

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09 Dec

Thematics week

La sicurezza informatica aziendale dopo la crisi del COVID-19: un raggio di sole fra le nubi?

Johan Van Der Biest

Deputy Head, Thematic Equity

Felix Demaeght

Equity Research Analyst

Non sono molte le aziende consolidate che non considerano la trasformazione digitale come una delle loro priorità principali. E sebbene non vi sia ancora un accordo universale su cosa comporti esattamente, essa è ampiamente considerata alla stregua di un megatrend. Inoltre, poiché i lockdown dovuti al COVID-19 hanno spinto i dipendenti a lavorare da casa, la trasformazione digitale è diventata un megatrend in rapida accelerazione.

Un elemento chiave della trasformazione digitale in corso sarà un cambio di paradigma da un'architettura IT centralizzata "in loco" a una distribuita, basata sul cloud. Questo cambiamento è ancora nelle fasi iniziali, ma prevediamo che si estenda alla maggior parte dei settori, delle aree geografiche e delle industrie. Non si tratta solo di cambiare il modo in cui le aziende collegano i propri dipendenti alle risorse informatiche interne, a Internet e alle varie applicazioni. Si tratterà anche di sicurezza informatica, un aspetto che oggi è più importante che mai.

Sicurezza informatica e criteri ESG

La sicurezza informatica ha un impatto diretto e significativo sulla sicurezza ambientale, sui rapporti con i partner e sulla protezione dei dati sensibili, oltre che dei dipendenti[1]. Tutto ciò ha importanti implicazioni sugli aspetti sociali e di governance delle attività aziendali, nonché sul profilo di sostenibilità delle imprese.

"Il livello di coinvolgimento della dirigenza sulla sicurezza informatica può essere una buona cartina di tornasole rispetto all'efficacia dell'approccio di un'azienda al rischio informatico", hanno sottolineato i Principi per gli Investimenti Responsabili (PRI), tra i principalisostenitori mondiali dell'investimento responsabile. Oltre agli aspetti di governance della sicurezza informatica, esistono anche aspetti sociali, che includono la sicurezza relativa alla raccolta, alla conservazione e all'utilizzo di dati sensibili, riservati o esclusivi dei clienti.

Ciò ha portato molte aziende a includere aggiornamenti sugli aspetti ESG della loro resilienza in termini di sicurezza informatica all'interno dei report annuali sulla sostenibilità. Sebbene si tratti di uno sviluppo positivo, dobbiamo dire che le aziende tendono a personalizzare le metriche che riportano[2] perché non esistono ancora requisiti di segnalazione standard in questo settore.

Cosa è cambiato?

Solo pochi anni fa, le reti aziendali dovevano facilitare l'accesso e fornire sicurezza per le connessioni principalmente associate ai computer dell'ufficio dei dipendenti. Nelle rare occasioni in cui i dipendenti richiedevano l'accesso remoto, veniva utilizzata un'applicazione di tipo VPN (virtual private network, rete privata virtuale).

La principale caratteristica di sicurezza di tali reti centralizzate è un perimetro (firewall) progettato per schermare sia il traffico in entrata che in uscita.

Tuttavia, i lockdown e le restrizioni legati alla pandemia di COVID-19 hanno reso il lavoro a distanza una necessità, per la quale la vecchia infrastruttura IT centralizzata non era progettata. I suoi limiti sono stati toccati con mano, dato che le aziende si sono ritrovate con migliaia di dipendenti (in alcuni casi) che accedevano in remoto da altrettante posizioni, utilizzando in alcuni casi laptop e tablet probabilmente non sicuri. I dipendenti hanno abbandonato i PC dell'ufficio e, in questo modo, le vulnerabilità del sistema e i potenziali punti di accesso per gli hacker si sono ampliati ben oltre il vecchio e familiare "firewall".

Un raggio di sole fra le nubi

L'infrastruttura informatica basata sul cloud è da tempo un'ovvia alternativa al tradizionale modello centralizzato, ma la pandemia l'ha portata alla ribalta. Ci aspettiamo quindi un'accelerazione della generale migrazione al cloud già in corso.

L'emergere di diversi fornitori di servizi cloud, come AWS, Microsoft Azure e GCP, ha contribuito a creare una nuova e più ampia visione dell'infrastruttura IT. In passato, hardware e software come server e database dovevano essere acquisiti e gestiti dalle stesse aziende. Oggi l'infrastruttura IT può essere esternalizzata come "IaaS" (Infrastructure-as-a-service[3]), insieme a tutte le applicazioni e i software necessari (SaaS, Software-as-a-Service[4]). Queste nuove opzioni di servizio hanno suscitato un forte interesse da parte di molte società quotate, fino al punto che oggi un'azienda media utilizza oltre 100 applicazioni SaaS.

L'emergere del cloud offre alle aziende il tipo di flessibilità e scalabilità che prima non avevano.  Offre anche un diverso tipo di sicurezza. La sicurezza basata su un perimetro centrale ha consentito agli utenti autorizzati di accedere praticamente a tutto su una determinata rete. Chiaramente, una richiesta di connessione proveniente dall'esterno dell'organizzazione e del suo perimetro di sicurezza costituirebbe un rischio significativo. Ecco perché oggi la sicurezza informatica è molto più incentrata sul concetto di "Zero Trust". Ogni richiesta di un utente noto di accesso a un servizio, come Salesforce, Office 365 o Zoom, viene convalidata separatamente e la connessione con quel servizio viene nuovamente interrotta una volta che l'utente chiude l'applicazione.  In questo modo, l'accesso è consentito solo alle applicazioni che l'utente deve utilizzare e non è permesso alcun movimento laterale intorno alla rete. 

Man mano che le aziende aggiornano e sviluppano il loro approccio alla sicurezza informatica, vengono aiutate dai vantaggi associati al riconoscimento delle credenziali ESG, nonché alla necessità di cambiamento derivante dal nuovo ambiente di lavoro. Intraprendere quello che chiamiamo "passaggio al Cloud" e rafforzare la sicurezza informatica permetterà alle aziende di ottenere vantaggi diversi e a lungo termine. Trattandosi di un aspetto positivo della crisi legata al COVID-19, siamo fortemente convinti che queste tendenze resteranno predominanti anche nel prossimo futuro. 

Il nostro team sfrutta la propria esperienza nell'ambito delle tecnologie innovative, della trasformazione digitale e della sicurezza informatica per seguire da vicino un'ampia gamma di sviluppi in corso e prende di mira le aziende in grado di beneficiare dall'accelerazione dei trend di mercato in questi campi.

 

[1] https://www.darkreading.com/risk/new-report-links-cybersecurity-and-sustainability

[2] https://thestack.technology/cybersecurity-esg-reporting/

[3] https://en.wikipedia.org/wiki/Infrastructure_as_a_service

[4] https://en.wikipedia.org/wiki/Software_as_a_service

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10 Dec

Thematics week

Innovatori: società sostenibili in prima linea nei mercati a basso rendimento?

Geoffroy Goenen

Head of Fundamental European Equity

Antoine Hamoir

Senior Portfolio manager

Il sostegno delle banche centrali durante la pandemia di COVID-19 è stato positivo per gli investitori. Per tutto il 2021, la performance degli investimenti della maggior parte degli attivi ha beneficiato di un periodo di solida crescita economica, sostenuto da politiche monetarie e fiscali estremamente accomodanti, incluso il quantitative easing, in tutti i principali mercati. Tuttavia, questo periodo sta volgendo al termine.

I principali indicatori economici mostrano che la crescita del PIL globale ha toccato il picco e ora sta rallentando. Il ritmo di questa decelerazione dipenderà dal fatto che l'inflazione resti elevata per un anno o più, mentre i tassi d'interesse a lungo termine si normalizzeranno man mano che le banche centrali cominceranno a ridurre i propri programmi di stimolo monetario.

In questo contesto, ci aspettiamo che la volatilità degli attivi rischiosi aumenti nettamente nel 2022. Con l'impatto negativo sulla crescita dei ricavi, le società cicliche subiranno forti pressioni. Di conseguenza tra queste società prevediamo un andamento migliore delle nostre previsioni per quelle che innovano e hanno la flessibilità necessaria per adattarsi rapidamente ai trend e alla domanda in rapida evoluzione dei consumatori. Tali società tendono a subire minori conseguenze nei periodi di rallentamento della crescita economica. Inoltre, poiché la crescita dell'inflazione mette sotto pressione la maggior parte delle società, quelle innovative hanno solitamente un potere di determinazione dei prezzi superiore. Ciò è dovuto principalmente alla percezione di un valore superiore dei propri prodotti e servizi, che le aiuta a trasferire sui prezzi i maggiori costi dovuti all'inflazione.

Combinare sostenibilità e resilienza

Con molte società innovative che appaiono anche sostenibili, a volte si pecca di ottimismo. Infatti, molte di queste società possono deludere profondamente nonostante portino avanti interessanti idee innovative a causa della mancanza di solide basi finanziarie che finiscono per rovinare le opportunità di investimento. Per questo motivo, gli investimenti di successo in quest'area sono generalmente associati a una rigorosa selezione basata sui fondamentali e sui dati finanziari delle società.

Oltre a un buon bilancio, riteniamo che una valida società innovativa dovrebbe anche registrare una crescita dell'attività superiore alla media nonché beneficiare di una gestione solida e stabile che miri a collocarla all'avanguardia nel proprio settore. avendo anche un management impegnato a ristrutturare l'attività, il debito o a risolvere i problemi di liquidità. Di norma, questa tipo di società sfrutterà al meglio le opportunità di crescita e il suo potenziale creativo per introdurre e e diffondere soluzioni innovative.

Il segmento delle società innovative è in fase di espansione per l'evoluzione normativa sul tema del cambiamento climatico, il che spinge le società ad abbracciare i cambiamenti, adottare misure volte a proteggere l'ambiente, rallentare il ritmo del riscaldamento globale e mitigarne l'impatto. Sarà necessario un serio lavoro di valutazione in condizioni di mercato che rendono difficile la ricerca di aree di crescita.

Ambiente innovativo in Europa

Nonostante i luoghi comuni, l'Europa ha creato un ambiente molto favorevole alle innovazioni. Non si tratta solo del livello di spesa per ricerca e sviluppo (R&S) da parte delle aziende, ma anche dell'esistenza di numerosi centri di ricerca, università , reti scientifiche e ingegneristiche e pubblicazioni scientifiche. I dati mostrano che le società innovative in Europa hanno un migliore allineamento con le sfide legate alla sostenibilità rispetto agli omologhi in altri mercati globali. Inoltre, l'Europa è molto vicina agli Stati Uniti in termini di invenzioni "verdi" ad alto valore, ovvero le invenzioni legate ai criteri ESG che vengono brevettate in almeno due paesi diversi.

Chart: Green inventions

Nota: andamento cumulativo delle invenzioni verdi (a sinistra), delle invenzioni verdi di alto valore (al centro) e quota nel periodo 2010-2016 di invenzioni internazionali di alto valore brevettate (a destra) nelle principali economie rispetto al numero totale di invenzioni verdi. "Alto valore" significa che l'invenzione è brevettata in almeno due diverse regioni del mondo.

Aree di opportunità

Vediamo molte aree di innovazione interessanti in diversi settori e troviamo particolarmente incoraggiante per gli investitori che molte di queste esse siano correlate ai criteri ESG. Ciò è dovuto principalmente ai consumatori e ai clienti che hanno elevate aspettative collegate a obiettivi ESG. Indipendentemente dal settore e dall'area di attività, le aziende hanno bisogno di soluzioni innovative per raggiungere i propri obiettivi. 

Quando si tratta di soluzioni innovative sostenibili, la maggior parte riguarda il cambiamento climatico, ma molte altre no. Numerose innovazioni legate al cambiamento climatico riguardano aree conosciute, come l'isolamento di edifici più efficienti, le tecnologie ad alta efficienza energetica, tra cui i veicoli elettrici, l'idrogeno e le soluzioni innovative volte a ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG).   

In questa categoria ci sono anche soluzioni meno ovvie, come l'uso di enzimi e della microbiologia in molti processi industriali per semplificarli, ottenere una migliore efficienza energetica e sostituire le sostanze chimiche dannose. Come l'additivo nei mangimi per bovini che riduce di un terzo la produzione di metano del loro sistema digestivo. L'incidenza del metano sul riscaldamento atmosferico è più di 80 volte superiore a quella dell'anidride carbonica.

Oltre al cambiamento climatico, esistono altre aree d'innovazione che hanno un forte focus sulla sostenibilità, come ad esempio

i farmaci, i vaccini, le biotecnologie, l'intelligenza artificiale, il calcolo quantitativo e i nuovi materiali. Ed è bene sapere che, in un contesto di crescita lenta, investire in società innovative è uno dei modi migliori per accedere ad alcune delle migliori opportunità di rendimento.  

Impact week

Impact week

Questa settimana, il tema delle nostre Prospettive riguarda gli investimenti ad impatto, nelle loro diverse sfaccettature e significati. E tu, come definisci l’impatto?

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13 Dec

Impact week

Emissioni negli Stati Uniti, in Europa e in Cina: chi è sulla strada giusta?

Emile Gagna

Macroeconomist

La conferenza delle Nazioni Unite a Glasgow, COP26, si è conclusa per molti con la sensazione di un nulla di fatto. Tre economie producono più della metà delle emissioni di gas a effetto serra. Esaminiamo quali sono le lacune.

L'obiettivo di un aumento entro 1,5 °C resta lontano

L'obiettivo dichiarato della COP26 era quello di accelerare il ritmo della riduzione delle emissioni di CO2 al fine di contenere il riscaldamento globale in un intervallo compreso tra 1,5 °C e 2 °C, nel rispetto del principio di "sussidiarietà", secondo il quale ogni paese si organizza come vuole e stabilisce il proprio contributo determinato a livello nazionale (NDC). Secondo il Climate Action Tracker, gli impegni dovrebbero consentire al mondo di limitare il riscaldamento a 2,4 °C (rispetto ai 2,7 °C previsti prima della COP). Per raggiungere l'obiettivo di 1,5 °C, le emissioni nette globali di CO2 devono essere ridotte del 45% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2010 e raggiungere fino allo zero netto entro il 2050. Tuttavia, il rispetto degli ultimi NDC porterebbe comunque nel 2030 a un livello di emissioni globali di gas a effetto serra ancora più alto rispetto a quello del 2010!

Siamo ben consapevoli di quali sono gli attori che giocano un ruolo chiave in questo contesto. Insieme, gli Stati Uniti e l'Europa contribuiscono per un quarto alle emissioni globali (rispettivamente 15% e 10%), mentre la Cina ne produce poco più di un quarto (27%). Queste tre economie da sole emettono ora più della metà di tutte le emissioni di CO2.[1]

L'ulteriore sforzo richiesto per i paesi sviluppati

Pur partendo da livelli di emissioni molto diversi, l'Europa e gli Stati Uniti hanno obiettivi simili: raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Per raggiungere questo traguardo, gli Stati Uniti hanno fissato un obiettivo intermedio per il 2030 di una riduzione del 50-52% delle emissioni rispetto ai livelli del 2005, mentre l'Europa prevede di ridurre le emissioni del 55% rispetto ai livelli del 1990. Si tratta di obiettivi ambiziosi : mantenere la recente tendenza alla riduzione dell'intensità di carbonio (emissioni di CO2 per unità di PIL) non sarà sufficiente! Nel 2050, senza una riduzione più pronunciata dell'intensità di carbonio, le emissioni in entrambe le regioni sarebbero ben al di sopra dell'obiettivo di neutralità carbonica (Figura 1).

Chart: Figure 1: Developed Nations CO2 Emissions - EU and US

Il percorso per la Cina

L'ambizione della Cina è di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060. Il suo obiettivo per il 2030 è più modesto: prevede solo di ridurre la propria intensità di carbonio[2] del 65% rispetto al 2005. Dato il costante sviluppo economico della Cina, le sue emissioni continuerebbero quindi ad aumentare, raggiungendo il picco appena prima del 2030. Lo sforzo richiesto per raggiungere questi obiettivi è tuttavia considerevole. Rispetto al tasso di riduzione dell'intensità di carbonio osservato negli Stati Uniti a partire dal 1996 (quando l'intensità statunitense era paragonabile a quella della Cina di oggi) o a quello dell'Unione Europea, che ha iniziato ancora prima, la riduzione dell'intensità annunciata dalla Cina appare comunque ambiziosa (Figura 2).

Chart: Figure 2: China CO2 Emissions Trajectory

E quel divario tra "target" e "traiettoria"?

I grafici delle emissioni mostrano una linea retta "target" compresa tra il punto in cui i paesi si trovano oggi e i loro obiettivi di zero netto. Mostrano anche una "traiettoria" lineare basata sui miglioramenti delle emissioni effettivamente ottenuti nei dieci anni precedenti al Covid-19.

E il divario? Supponendo che si riesca effettivamente a raggiungere gli obiettivi, quel divario crescente suggerisce l'entità del problema che i mercati finanziari devono contribuire ad affrontare. Forse è per questo che "Impatto" è una parola tanto in voga nel vocabolario degli investimenti di oggi.

 

[1] Potremmo notare che, sebbene questi attuali livelli siano rilevanti per prevedere il futuro delle emissioni globali, il recente passato ha di certo un peso nella negoziazione degli obiettivi tra paesi sviluppati ed emergenti. Anche se oggi gli Stati Uniti e l'Europa contribuiscono a circa un quarto delle nuove emissioni, oltre la metà delle emissioni cumulative già presenti nell'atmosfera proviene da queste due regioni. Al contrario, mentre la Cina potrebbe contribuire per un quarto alle nuove emissioni, meno del 13% dei gas serra già presenti nell'atmosfera sono attribuibili a essa.

[2] L'intensità di carbonio è la quantità di emissioni di carbonio per dollaro del PIL. Si tratta di una misura degli sforzi compiuti dai paesi per decarbonizzare la loro economia. Nei paesi in rapido sviluppo, questa riduzione dell'intensità di carbonio può essere compensata da un'elevata crescita del PIL: ciò è particolarmente vero per la Cina, dove l'intensità di carbonio è in calo dai primi anni 90, mentre le emissioni di carbonio sono contemporaneamente aumentate!

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14 Dec

Impact week

Può l'impatto essere lo scopo dell'impresa? Misurazione del “puro” impatto

Maïa Ferrand

Co-Head of External Multimanagement

“Impact” è un termine che è importante definire nell’ambito degli investimenti, oltre a essere un concetto difficile da misurare, riportare e confrontare. Se parliamo dei nostri investimenti in private equity, intendiamo un'azienda costituita specificatamente allo scopo di creare un impatto Societario misurabile, dove il livello di impatto è strettamente correlato al livello di redditività.

Casi di studio nella valutazione e nella gestione dell'impatto

Gli obiettivi societari dei fondi “Impact” che investono in azioni quotate di grandi aziende, possono essere ampi quanto quelli di un portafoglio di società quotate che limitano le emissioni di carbonio, utilizzando magari un fornitore di dati come Trucost per misurare e rendicontare l'impronta del portafoglio. E già questo è un aspetto abbastanza nuovo.

All'altra estremità dello spettro, si potrebbe investire in società ad impatto costituite con specifici obiettivi societari, ambientali o sociali. Le imprese effettivamente costituite allo scopo di raggiungere specifici obiettivi sociali tendono, al momento, a essere ancora piccole e non quotate. Come fare allora per misurare impatti molto specifici, quali la creazione di posti di lavoro per lavoratori disabili o lo sviluppo di tecnologie per la green economy? Gestire un fondo di fondi a impatto richiede valutazioni e controllo  a diversi livelli: società sottostante, livello del fondo di private equity e il livello di portafoglio del fondo di fondi.

Per quanto riguarda la contabilità finanziaria, ci sono voluti decenni per elaborare norme che consentissero di confrontare le imprese di vari settori. Come possiamo misurare l'impatto? E in che modo possiamo consolidare le valutazioni “Impact” in molteplici tipi di attività commerciali in un portafoglio di società?

Iniziamo con i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che forniscono un quadro concettuale accettato a livello internazionale e sono ampiamente utilizzati dagli investitori sostenibili.

Ogni società pubblica report trimestrali su entrambe le valutazioni, di impatto e di profitto. Le società di portafoglio e i partner generali di private equity convengono da uno a tre Key Performance Indicator (KPI) legati allo scopo commerciale specifico di ciascuna società. Abbiamo membri che siedono nei comitati d'impatto per ogni fondo in cui investiamo; assumiamo pertanto un ruolo attivo. I KPI sono legati a obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). Successivamente, li raggruppiamo in sei categorie tematiche di SDG.[1] In tal modo possiamo generare un reporting a livello di fondi, sia in termini di impatto, sia di risultati finanziari.

A titolo illustrativo, descriviamo due società appartenenti a due diversi fondi impact.  

Società 1: Okeenea

Scopo dell'attività: Okeenea è stata costituita per migliorare l'accessibilità per circa 12 milioni di persone con disabilità in Francia. Oltre un miliardo di persone in tutto il mondo - il 15% della popolazione - vive con disabilità. Due terzi di questi hanno difficoltà ad accedere ai trasporti e agli spazi pubblici. La mobilità dei disabili è uno dei principali motivi di preoccupazione per la vita nelle città, l'istruzione, la salute, il lavoro, la cultura.

Prodotti e servizi: Okeenea combina nuove tecnologie digitali per creare soluzioni per chi ha limiti di mobilità e per rendere le città e i servizi più accessibili e sicuri per tutti. I prodotti comprendono l'attivazione di APS innescabili (dall’inglese Accessible Pedestrian Signals, segnali pedonali accessibili per pedoni non vedenti), segnalazioni sonore e cartine multisensoriali. In Francia, il 20% della popolazione ha una qualche forma di disabilità.

Attualmente Okeenea dispone di quattro linee di prodotto: segnali acustici per ipovedenti, prodotti per l'accessibilità e gli standard di conformità, soluzioni digitali connesse per la mobilità “inclusiva” e un'attività di distribuzione online per le apparecchiature di accessibilità. 

Report d'impatto: Okeenea è ora leader francese dell’accessibilità. In Francia sono stati installati oltre 200.000 APS. I progetti hanno riguardato gli aeroporti di Parigi, il museo del Louvre, il gruppo alberghiero ACCOR, il sistema dei trasporti pubblici parigino RATP e il sistema ferroviario francese SNCF. Successivamente sono avvenute installazioni nelle cinque maggiori stazioni ferroviarie russe e presso l’Ufficio dei trasporti di New York.

Okeenea: Impact Measurement and Reporting

Società 2: SkillLab

Scopo dell'attività: SkillLab è stata costituita per aiutare i lavoratori di comunità emarginate, quali rifugiati, migranti e lavoratori informali ad accedere alla forza lavoro. Le forme tradizionali di riconoscimento delle competenze spesso non dimostrano le capacità di questi lavoratori. Di conseguenza, queste popolazioni possono trovarsi escluse dal mercato del lavoro formale, pur essendo in possesso di competenze professionali.

Prodotti e servizi: SkillLab BV, con sede ad Amsterdam, offre pari opportunità attraverso un sistema di istruzione e assunzione basato su partenariati per tutti i richiedenti lavoro. La società si concentra sulle competenze anziché sulle qualifiche, al fine di aiutare a individuare le conoscenze pratiche ancora nascoste dei giovani vulnerabili. Si avvale di una tecnologia di abbinamento unica per ridurre le disuguaglianze basate su sesso, razza e origine per i richiedenti lavoro. Più profili di competenze vengono costruiti e completati, più dati vengono raccolti e più questi sono precisi e definiti. Gli attuali clienti comprendono l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), la Città di Amsterdam e Springhouse. L’azienda si rivolge a richiedenti lavoro emarginati, come gli sfollati, i rifugiati e i lavoratori informali. SkillLab ha vinto la Google AI Impact Challenge nel 2019, il che le ha permesso di migliorare ulteriormente l’algoritmo e di trovare posti di lavoro per i rifugiati in modo più efficace.

Report d'impatto: L'obiettivo triennale di SkillLab è quello di aiutare 150.000 richiedenti lavoro emarginati. Il COVID-19 ha ridotto le opportunità di lavoro e accresciuto le sfide legate alla mobilità, il che probabilmente aumenterà la domanda a medio termine di soluzioni tecnologiche più efficaci per l'occupazione. Pertanto, a breve termine, il Covid-19 potrebbe ridurre la portata del piano, mentre a medio termine potrebbe migliorare le prospettive per i servizi di SillLab.

SkillLabs: Impact Measurement and Reporting

Passi successivi

Gli investitori chiedono una sempre maggiore responsabilità da parte delle aziende in cui investiamo. Le imprese effettivamente costituite con l'intento di produrre un impatto sociale o ambientale ne sono la forma più pura. Poiché questa nuova generazione di società sviluppa modi per la valutazione e il reporting dell’impatto, la loro esperienza può aiutare il mondo finanziario più ampio ad adottare un sistema formale di responsabilità verso l’impatto. Siamo fermamente convinti di dover offrire la nostra esperienza per dare il nostro contributo.

 

[1]Utilizzando il quadro Cambridge Investor Leadership Group, questi sei temi sono: esigenze fondamentali, sicurezza delle risorse, ecosistemi sani, stabilità climatica, lavoro dignitoso e benessere.

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15 Dec

Impact week

In che modo gli investitori in credito privato possono avere un impatto?

Vincent Compiègne

Deputy Global Head ESG Investments & Research

Gli investimenti diretti potrebbero rappresentare l’engagement per eccellenza tra investitore e società partecipata. Ma qui non si parla necessariamente di private equity. Anche gli investitori del credito privato svolgono spesso un ruolo strategico nelle aziende alle quali prestano il denaro, persino entrando nei consigli di amministrazione. La buona notizia è che la categoria di investimenti “Impact” punta sempre di più a rendimenti in linea o superiori al mercato.

Investire nel credito privato: Due vie per creare impatto

Il credito privato è spesso negoziato direttamente tra l’azienda di investimento e l’azienda che riceve il finanziamento. Spesso i mutuatari si affidano alla consulenza finanziaria e strategica dei gestori degli investimenti del credito privato.

Questa stretta relazione offre due possibili vie d'impatto. In primo luogo, il rapporto di lavoro e il dialogo tra investitori e azienda possono portare queste imprese, spesso di piccole dimensioni, a una maggiore comprensione di come fare per diventare più sostenibili nelle pratiche aziendali o nell’offerta dei prodotti.

Un percorso ancora più redditizio - sia in termini di impatto che di benefici finanziari - può essere raggiunto con aziende che consideriamo “Pure player” sostenibili. In qualità di investitori, possiamo indirizzare direttamente queste aziende verso specifici obiettivi ambientali o sociali, legando i tassi di interesse agli Indicatori chiave di performance (KPI). Un secondo settore in cui possiamo avere un impatto è quello della “sostenibilità in evoluzione”, con le aziende che sono disposte a esplorare metodi più sostenibili.

In Candriam, invitiamo a fornire informazioni piuttosto specifiche. Il nostro questionario di due diligence è pensato per raccogliere informazioni che poi utilizziamo nei modelli proprietari di analisi ESG per attività commerciali e stakeholder. Utilizziamo le informazioni per preparare le nostre discussioni con la società e per progettare e definire i KPI. Il tasso di interesse è collegato ai KPI, pertanto è importante sia per l'azienda, sia per l'investitore definire indicatori che riflettano accuratamente l'impatto della società.

Qui di seguito presentiamo un caso di studio di ciascuno dei due tipi. Noi siamo per la sostenibilità in evoluzione, che gli investitori sostenibili conoscono maggiormente.

Caso di studio sulla sostenibilità in evoluzione – Pyrex

Azienda – Pyrex è un produttore e distributore di prodotti per oggetti da cucina temperati in vetro con sede in Francia. La fabbricazione utilizza processi ad alta intensità energetica, principalmente con forni a gas, con un numero ridotto di fornaci elettriche.

Impact – È importante incoraggiare e ricompensare la sostenibilità tra le imprese industriali europee. L’UE intende evitare l’ “importazione” di CO2 acquistando merci prodotte in regioni con energia ad alta emissione. Dato che i Paesi rendono più severe le normative, è forte la tentazione di produrre all’estero. Lo spostamento della produzione ad alte emissioni verso mercati meno regolamentati non si limita a spostare il problema. Quando la produzione si sposta da una regione con elettricità prodotta con il gas naturale a una regione con elettricità prodotta con il carbone, il problema peggiora per tutti noi. Questa CO2 “importata” ha rappresentato un problema enorme per l'Unione europea nell'ultimo decennio. Sul fronte sociale, l'industria all’interno della regione mantiene un equilibrio tra occupazione e ricerca. I prodotti per la cucina a prezzi contenuti e a basse emissioni possono ridurre l'uso di imballaggi in plastica e altri prodotti monouso.

Sostenere, informare e incoraggiare questo tipo di imprese industriali può generare benefici societari, sia ambientali, sia sociali. C'è molto lavoro da fare su questa misura nei settori industriali.    Pyrex ha il potenziale per contribuire a diversi Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Pur essendo simili all’engagement con gli emittenti di titoli quotati, i legami più stretti tra gestione e investitore in questi crediti privati possono significare maggiore fiducia, comunicazione più stretta e adozione più rapida di nuove pratiche.

Report sull’impatto – Un possibile KPI, o Indicatore chiave di performance, sarebbe il numero di donne che lavorano a tempo pieno. La due diligence e l’analisi da noi svolte indicano la mancanza di diversità come uno dei punti in cui si potrebbe ottenere qualche miglioramento. Un altro KPI potenzialmente utile sarebbe l'emissione di carbonio Scope 2. In altre parole, le emissioni indirette associate all’acquisto di elettricità, vapore, ecc. Ciò favorirebbe un uso più efficiente dell'energia elettrica, più la migrazione verso l'energia verde, e scoraggerebbe l'acquisto di elettricità prodotta da combustibili fossili.

Pyrex: Impact Measurement and Reporting

Caso di studio di “Pure Play” sostenibile – Eden Futures

Azienda – Eden Futures fornisce servizi e supporto di vita strutturata per adulti con disabilità di apprendimento, autismo, salute mentale e altre esigenze. Operante nell’Inghilterra centrale e settentrionale, ha un modello di business consistente nel migliorare la vita dei clienti, offrendo supporto e competenze per mirare all’indipendenza e a una migliore qualità della vita.

Impact – Il prodotto aziendale e l’obiettivo di impatto coincidono per questa società. Come “pure play”, si tratta di un caso in cui il credito potrebbe essere strutturato in modo da legare i KPI al tasso di interesse. Il mutuatario viene ricompensato con un tasso più basso se si raggiungono i KPI concordati.

Come generalmente accade, i KPI devono essere accuratamente scelti e strutturati per incoraggiare il risultato voluto. Ad esempio, un basso avvicendamento tra il personale indica una migliore attenzione e un miglior supporto ai clienti, un indicatore misurabile dell’obiettivo di impatto. Un basso avvicendamento tra il personale potrebbe anche portare a margini migliori, a un miglior servizio del debito e a mutuatari di qualità superiore per l’investitore in credito privato.

Potenziali KPI – Alcuni indicatori misurabili in discussione includono l'avvicendamento dei dipendenti e la certificazione delle strutture produttive. Il capitale umano di alta qualità è un contributo importante e il questionario richiede informazioni su diversi aspetti. L'utilizzo di un KPI basato sull'avvicendamento dei dipendenti offre un indicatore numerico di qualità. Un altro KPI potenziale è rappresentato dalla certificazione normativa della English Care Quality Commission, per quanto riguarda il numero di unità come per il rating, che in questo caso include un forte elemento di valutazione e opinione del cliente.

Eden Futures: Impact Measurement and reporting

Si tratta di una situazione benefica per tutti?

È nostra Convinzione che uno sconto sostanziale sul tasso di interesse del finanziamento, abbinato a obiettivi d’impatto impegnativi e a un sostegno continuo, possa essere un incentivo efficace con un impatto significativo: ossia, può produrre miglioramenti sensibili a livello sociale e ambientale.

Poiché i finanziatori privati ricevono premi di illiquidità, uno sconto massimo di 50 punti base sul margine del prestito non è un arretramento enormemente significativo per l'investitore sostenibile. Si tratta di un incentivo distinto per una società che raggiunga l'impatto sociale concordato.

Nel 2022 continueremo a valutare e a lavorare in collaborazione con i mutuatari “impact” per aiutarli a migliorare i risultati dell'impatto finanziario. 

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16 Dec

Impact week

Le obbligazioni sostenibili possono avere un impatto?

Céline Deroux

Senior Fixed Income Strategist, Global Bonds

I debitori sono la principale fonte di finanziamento per i nuovi progetti e per la crescita. Gli azionisti possono votare, ma i debitori possono facilitare nuovi progetti o soffocarli esigendo tassi più alti per un uso non ottimale dei fondi.

Tempi impegnativi, esigenze di capitale impegnative

È necessaria un'azione collettiva per affrontare le sfide ambientali e sociali che abbiamo di fronte. Gli investimenti a lungo termine devono iniziare ora, con il capitale richiesto in questo decennio.

Prendiamo in considerazione alcuni esempi:

  • Per quanto riguarda l'ambiente, l'UE mira a una riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030, raggiungendo l'obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. Anche gli Stati Uniti hanno annunciato obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030, ad esempio emissioni zero per il settore elettrico entro il 2035 e la neutralità carbonica netta entro il 2050.
  • Le sfide sociali sono sempre più all'attenzione della comunità degli investitori. Meno della metà della popolazione mondiale era coperta dai servizi sanitari essenziali nel 2017, prima dello scoppio della pandemia da Covid-19. Anche l'istruzione ha bisogno di investimenti. Nel 2018, circa 258 milioni di bambini non erano impegnati in un percorso scolastico, quasi un quinto della popolazione mondiale in età scolare.

I mercati obbligazionari giocano un ruolo chiave

I mercati dei capitali internazionali sono indispensabili per la decarbonizzazione dell'economia globale e la riduzione della disuguaglianza sociale. Il mercato obbligazionario è la più grande classe di investimento nel panorama finanziario globale, offrendo una fonte costante di nuovi capitali.

La categoria delle obbligazioni sostenibili, che mira a finanziare progetti ambientali o sociali o a dimostrare obiettivi di sostenibilità, sta crescendo rapidamente. In seguito a elevati volumi di emissione e all'interesse degli investitori nel 2021, la categoria delle obbligazioni sostenibili è cresciuta fino a 1.900 miliardi di dollari e potrebbe superare i 5.000 miliardi di dollari entro il 2025.

Un anno da record 

L'emissione di obbligazioni sostenibili, comprese le categorie ambientali, sociali, di sostenibilità e legate alla sostenibilità, ha raggiunto gli 886 miliardi di dollari fino a novembre di quest'anno, il 115% in più rispetto all'offerta dell'intero 2020. Le obbligazioni verdi delle imprese, e soprattutto governative, sono aumentate del 95%. Le obbligazioni sociali hanno visto un aumento del 57% con l'UE e organizzazioni come CADES e UNEDIC che rimangono solidi contribuenti alla categoria.

Mentre le obbligazioni green continuano a dominare la categoria delle obbligazioni sostenibili con una quota del 60% dell'offerta, le obbligazioni sociali e di sostenibilità stanno facendo progressi impressionanti. Gli emittenti sovrani dei mercati emergenti sono stati protagonisti dell'aumento del 142% delle obbligazioni di sostenibilità, da segnalare soprattutto Cile, Perù, Benin e Malesia, affiancati dalle emissioni delle banche dei paesi in via di sviluppo.

Le obbligazioni legate alla sostenibilità sono state introdotte per la prima volta nel 2020, con 7 miliardi di dollari emessi. Nel 2021, sono stati emessi 112 miliardi di dollari di queste obbligazioni, con tassi d'interesse legati a specifici KPI (Key Performance Indicators). Un certo numero di emittenti High Yield ha attinto al mercato legato alla sostenibilità, come Rexel, Teva, Verallia e Faurecia.

In media, le obbligazioni verdi e sostenibili sono state sottoscritte in misura maggiore rispetto alle obbligazioni convenzionali, riflettendo il forte interesse degli investitori. Il "greenium", o premio verde, è leggermente negativo; vale a dire che le obbligazioni green offrono attualmente spread tra 2 e 5 punti base al di sotto delle obbligazioni convenzionali. Da settembre, il ritmo si è accelerato; con l'avvicinarsi della fine dell'anno, la metà delle nuove emissioni complessive di debito rientra al momento nelle categorie delle obbligazioni sostenibili

Un po' di nomenclatura

La classe di investimento delle obbligazioni sostenibili, di per sé abbastanza nuova, consisteva fino a poco tempo fa solo di green bond.. Ora, la classe di investimento delle obbligazioni sostenibili comprende quattro categorie:

  • Obbligazioni  green: finanziamento di progetti con specifici impatti verdi
  • Obbligazioni sociali: finanziamento di progetti con impatto sociale
  • Obbligazioni di sostenibilità: progetti con un mix di progetti verdi e sociali
  • Obbligazioni legate alla sostenibilità: non finanziano progetti specifici, ma le loro cedole sono legate a temi ESG e il tasso d'interesse pagato dipende dal rispetto di indicatori chiave di performance predefiniti

ICMA - Associazione internazionale del mercato dei capitali£
NACE - Classificazione statistica delle attività economiche/settori nell'UE

Fonti di dati: tutti i dati di mercato e di emissione da Bloomberg.

L'UE porta il vessillo

Il piano di ripresa post-Covid19 Next Generation dell'UE, che sostiene le attività green e digitali, prevede di raccogliere il 30% dei fondi del suo programma attraverso l'emissione di green bond. Con 250 miliardi di euro potenziali da emettere dal 2021 al 2026, l'UE sarà uno dei maggiori emittenti verdi al mondo.

L'UE ha emesso 12 miliardi di euro solo nell'ottobre 2021, con un forte successo. Ci aspettiamo altri 40 miliardi di euro di emissioni UE nel 2022. Il quadro delle obbligazioni green Next-Gen, presentato a settembre 2021, è coerente con la strategia ESG globale della Commissione, allineato con i principi delle obbligazioni verdi dell'ICMA e soddisfa tutte le condizioni della tassonomia UE tranne una (la menzione dei codici settoriali definiti tramite classificazione NACE). I proventi sono destinati alla ricerca e all'innovazione, insieme alle tecnologie digitali che supportano la transizione green, l'efficienza energetica, l'energia pulita, l'adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione dell'acqua e delle acque reflue, il trasporto senza emissioni, la tutela della natura, la riabilitazione e la biodiversità.

Più di 1.000 miliardi di dollari di nuovi finanziamenti sostenibili per il 2022?

Prevediamo più di 1.000 miliardi di dollari nell'emissione di debito sostenibile di tutti e quattro i tipi nel 2022, con 500 miliardi di dollari in green bond mentre le aziende cercano soluzioni più green. Le nazioni hanno un forte interesse a finanziare la propria transizione green. Il volume previsto per le obbligazioni di sostenibilità potrebbe essere di circa 250 miliardi di dollari. In particolare gli emittenti dei mercati emergenti continueranno ad esplorare questo segmento. Le obbligazioni legate alla sostenibilità continueranno ad attrarre un forte interesse soprattutto da parte di emittenti High Yield e settori come i beni strumentali o i consumatori non ciclici. Prevediamo circa 200 miliardi di dollari nell'uso di obbligazioni legate alla sostenibilità. Le obbligazioni sociali proseguiranno sulla loro traiettoria, ma il mercato ha bisogno di maggiori chiarimenti sulla tassonomia sociale prima di ricevere una "spinta".

Investitori sempre più meticolosi

Gli investitori stanno diventando sempre più precisi, dettagliati ed esigenti quando si tratta di dichiarazioni e investimenti ambientali, sociali e di governance (ESG). Un vantaggio per gli investitori obbligazionari è dato dal fatto che gli strumenti di debito possono essere limitati a particolari attività o progetti. Poiché la domanda di chiarezza e impatto ESG degli investitori aumenta, gli emittenti riconoscono che gli strumenti che finanziano l'impatto definibile sono più facili da vendere e stanno offrendo più trasparenza.

Opportunità in crescita!

Il mercato delle obbligazioni sostenibili offre già profondità, diversificazione e opportunità. Ci aspettiamo che continui a crescere fino a diventare una classe di investimento sostanziale. Investendo in strumenti con obiettivi quali il contributo alla decarbonizzazione e il sostegno agli altri Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, gli investitori hanno ulteriori opzioni per un investimento responsabile del reddito fisso oltre all'integrazione ESG.

La regolamentazione, l'offerta e il comportamento degli investitori guideranno la tendenza. Man mano che la classe di investimento cresce in dimensioni e complessità, sono disponibili più opzioni e sono necessarie più abilità e selettività.

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17 Dec

Impact week

In che modo dovrebbe avvenire l'engagement degli investitori affinché l'investimento obbligazionario abbia un impatto?

Benjamin Chekroun

Stewardship Analyst

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Questa settimana abbiamo cercato nuove fonti di rendimento: dall’immobiliare all’equity market neutral, dal credito nei mercati emergenti al risk arbitrage, fino alla Cina.

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20 Dec

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La nuova Cina è qui. Verità o solo una battuta?

Jan Boudewijns & Paulo Salazar

co-Heads of Emerging Market Equities

Il CEO di JPMorgan, Jamie Dimon, ha dovuto scusarsi pubblicamente per la sua "battuta" durante un recente viaggio a Hong Kong. "Il Partito comunista cinese festeggia quest'anno il suo centesimo anniversario. E lo stesso vale per JPMorgan", ha detto, riferendosi al centenario dell'attività della banca in Cina. "E scommetto che dureremo di più", ha concluso.

Jack Ma, fondatore di Alibaba e una delle persone più ricche dell'Asia, avrebbe potuto avvertire Dimon che alla leadership comunista cinese non piace essere oggetto di battute. Solo un anno prima, una delle più grandi IPO di sempre, Ant Finance di Alibaba, è stata improvvisamente cancellata all'ultimo minuto dalle autorità cinesi. C'erano ovviamente ragioni ufficiali, ma la mossa è arrivata dopo un discorso tenuto da Jack Ma che criticava il Partito per essere troppo conservatore e frenare l'innovazione.

La cancellazione dell'IPO è stata l'inizio di un cambiamento molto importante e apparentemente sorprendente nella direzione politica di Pechino. Il governo ha utilizzato la legislazione antitrust e antimonopolio contro il settore sempre più importante di Internet, che ha assistito a una forte espansione dovuta alle basse barriere all'entrata. Riteniamo che sia stata concepita per ricordare alla nuova classe di multimiliardari e altri potenziali oppositori chi detenga veramente il comando in Cina, vale a dire il Partito comunista e Xi. Jack Ma, che è addirittura scomparso per un po’ dopo questo episodio, era probabilmente l'obiettivo principale. Altri magnati di Internet hanno reagito rapidamente per dimostrare le direttive del Partito.

Le azioni normative del governo a livello nazionale hanno preso di mira, tra gli altri, anche l'istruzione privata, il gioco online e il settore immobiliare.

Di conseguenza, con un contesto di crescita già in rallentamento, le azioni cinesi hanno registrato uno dei peggiori anni di sempre in termini di performance. Le preoccupazioni degli investitori sulle ragioni delle azioni di Pechino hanno portato alla cancellazione di oltre 1.000 miliardi di dollari del valore di mercato delle società quotate in Cina[1]. Sottolineiamo inoltre la grande divergenza nei rendimenti tra settori e titoli che sono stati influenzati in modi diversi da varie iniziative del governo.

La prosperità per decreto...

Le ragioni di tutto questo "tsunami" politico possono essere ricercate in due grandi preoccupazioni di Pechino: una bomba demografica a orologeria pronta a scoppiare e il posizionamento di potere di Xi Jinping in vista del 20° Congresso del PCC che si terrà il prossimo anno. Il governo è intervenuto per mitigare qualsiasi potenziale minaccia alla sua agenda "Prosperità comune" e per dimostrare che la leadership cinese detiene saldamente il controllo, per riaffermare l’importanza dei valori sociali sulla crescita economica e mantenere la "stabilità sociale".

Il censimento del 2021 ha rivelato un'evoluzione demografica in netto deterioramento, che ha portato a uno dei tassi di crescita della popolazione più lenti dagli anni '50. Sono seguite rapidamente una serie di misure: l'annuncio di una politica dei "tre figli" (nonostante il fallimento dell’attuale politica dei "due figli"), insieme a incentivi per le coppie a sposarsi e avere figli.

Chart: China birth and death rates, 1949-2025

Il governo ha anche affermato di voler ridurre i costi associati alla formazione di una famiglia, - il che spiega le misure per limitare il costoso "doposcuola privato", per ridurre la pressione costante sui bambini ad essere performanti e per mitigare l’alto costo dell'alloggio e dell'assistenza sanitaria.

…mentre l'economia rallenta.

Nel frattempo, l'economia cinese ha rallentato, penalizzata dai problemi ormai noti derivanti dalla crisi (del debito) dell'importantissimo settore immobiliare, dall'elevato debito delle amministrazioni locali e da una politica creditizia restrittiva. L'economia ha risentito anche delle recenti inondazioni, di una breve ma grave carenza di energia elettrica e della politica di tolleranza zero nei confronti del COVID (che tra l'altro ha portato agli zero casi in megalopoli come Shanghai, e che continuerà almeno fino a dopo le Olimpiadi invernali di Pechino). Se non vengono intraprese rapidamente azioni di sostegno, la crescita dovrebbe scendere al di sotto della soglia psicologicamente sensibile del 5%. Gli incontri economici previsti per dicembre saranno oggetto di attento monitoraggio.

Chart: GDP Composition

Ci sono stati anche molti nuovi fattori negativi, che potrebbero non essere così facili da mitigare per Pechino. Tra questi i crescenti appelli all'azione da parte dei leader politici occidentali in relazione alle minacce alla sicurezza poste dalla Cina, che includono le sue intenzioni militari (potenziali ma non probabili, se non forzate) nei confronti di Taiwan, capacità informatiche lesive e accuse di grave presenza di intelligence in Occidente. C'è anche la questione dell'onere finanziario per diversi paesi in via di sviluppo derivante dagli investimenti nell’ambito dell’iniziativa cinese “Belt and Road”.

Permangono gravi preoccupazioni per i diritti umani, la soppressione dell'espressione politica (in particolare a Hong Kong) e la repressione degli uiguri da parte di Pechino nella provincia dello Xinjiang. Anche le nuove "sparizioni" di personaggi di alto profilo (l'artista Ai Wei o la tennista Peng Shuai) non hanno contribuito a migliorare l'immagine della Cina all'estero.

Governare per sempre?

Il 20° Congresso del Partito comunista cinese si terrà nel 2022 per eleggere la nuova struttura di potere. Durante il suo mandato, Xi Jinping è riuscito a soffocare la maggior parte dell'opposizione e persino a prolungare il suo mandato come leader supremo, ma sta chiaramente optando per una leadership indefinita, alla stregua dei suoi predecessori Mao Zedong e Deng Xiaoping.

Nel 2021, gli investitori in Cina hanno dovuto affrontare un insolito grado di incertezza riguardo ai cambiamenti politici sempre più imprevedibili e al crescente controllo centralizzato del partito a tutti i livelli dell'attività pubblica e privata. E mentre il contesto di mercato è stato generalmente deludente, la combinazione di questi venti contrari metterà alla prova il modo in cui gli investitori nazionali ed esteri si avvicinano al mercato cinese.

Gli investitori hanno la possibilità di decidere se investire o meno nell'economia o nei mercati cinesi, ma hanno almeno la possibilità di esprimere il dissenso tramite le loro decisioni di investimento per esercitare pressioni sul governo cinese affinché sviluppi un'economia e una società sostenibili. Gli investitori istituzionali e le aziende internazionali che lavorano in Cina, come JP Morgan, non possono scappare ogni volta che succede qualcosa che non gli piace ma hanno un ruolo importante da svolgere. Resta da vedere se sopravviveranno al Partito comunista cinese per altri 100 anni. In ogni caso, nessuno di noi ci sarà ancora per poter dire come sono andate le cose.

 

[1] https://www.wsj.com/articles/china-corporate-crackdown-tech-markets-investors-11628182971

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21 Dec

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Risk Arbitrage - Quali sono i fattori di rendimento nel 2022?

Stéphane Dieudonné

Senior Fund Manager, Absolute Return

Se vuoi prevedere i bonus delle banche, gli utili di Wall Street o la nuova emissione di debito, basta cercare di prevedere il numero di operazioni di M&A. Per quanto riguarda Risk Arbitrage, abbiamo cose più interessanti cui pensare per il 2022.

A che punto siamo nel ciclo di M&A?

Come l'economia nel suo complesso, anche il settore fusioni e acquisizioni (M&A) ha registrato un notevole rimbalzo dall'estate del 2020. Questa nuova ondata di attività di M&A ha riguardato la maggior parte dei settori economici ma, come sempre, il settore sanitario e quello tecnologicosono spiccati per numero di operazioni. A livello regionale, il Nord America continua a guidare la ripresa delle operazioni di M&A per un valore di oltre $10 mld. Sono state annunciate numerose operazioni anche in Europa e in Asia. Dall'inizio del quarto trimestre di quest'anno, l'attività M&A sembra essersi stabilizzata ai livelli di metà ciclo. Infatti, con la nomina del nuovo presidente della Federal Trade Commission (FTC) statunitense lo scorso giugno, gli operatori del mercato delle M&A temono una maggiore vigilanza da parte delle autorità della concorrenza, in particolare su grandi operazioni che potrebbero avere un impatto negativo sui consumatori americani. Anche se l'attività negli Stati Uniti resta positiva, sono pressoché assenti le operazioni superiori ai $10 mld di dimensioni. In Europa, tuttavia, l'attività M&A resta molto soddisfacente.

Come vede l'attività M&A nel 2022?

I banker esperti confermano che molti progetti di M&A restano congelati per il momento, a causa delle incertezze legate ai potenziali cambiamenti pro-consumatori nella politica FTC. Riteniamo che, una volta risolti questi dubbi, presumibilmente durante il 2022, il numero di operazioni M&A negli Stati Uniti dovrebbe iniziare a normalizzarsi.

Nel 2021, l'attività M&A ha mostrato resilienza durante le successive ondate dell'epidemia da Covid-19 e delle sue nuove varianti. Gli accordi di fusione sono stati infatti adattati per tenere conto di questi nuovi fattori di rischio. Nel complesso, siamo piuttosto ottimisti riguardo all'attività M&A per il prossimo anno.

Quali saranno i fattori di rendimento del Risk Arbitrage nel 2022?

L'attività M&A è un dato facile da valutare, ma forse non l'unica fonte di rendimento di una strategia di risk arbitrage. Non abbiamo una particolare aspettativa per il numero di operazioni M&A nel 2022, ma anche fattori di rendimento non ripresi dai titoli di giornali possono essere altrettanto utili. Gli investitori interessati al Risk Arbitrage farebbero bene a tenere conto dei livelli di spread, dei tassi delle operazioni sfumate e del numero di offerte eccessive.

Puntiamo su un semaforo verde nel 2022 per i livelli degli spread e i tassi di closing delle operazioni. Infatti, gli spread del Risk Arbitrage sono ora tra le due e le tre volte più alti rispetto ai livelli pre pandemici, per un livello di rischio equivalente. I tassi delle operazioni sfumate restano a livelli storicamente bassi o, dovremmo dire, i livelli di closing sono alti. Il numero di miglioramenti delle offerte, o guerre delle offerte, si è attenuato rispetto ai primi mesi del 2021. Ma tenete sotto controllo i livelli degli spread e i tassi di closing. "Due su tre non è male".

In ogni caso, attenti a individuare il numero di operazioni di M&A se si vogliono prevedere i bonus delle banche. Ma se si vuole capire dove si presentano le opportunità di risk arbitrage oggi, occorre guardare agli spread.

Chart: M&A: Activity in North America since 2020

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22 Dec

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Strategie Equity Market Neutral: un sostegno alla crescita dell’investimento passivo?

Sébastien de Gendre

Fund Manager, Absolute Return

L’investimento in indici continua la sua crescita “inarrestabile” e dovrebbe superare gli investimenti attivi entro il 2026, secondo Bloomberg[1]. Questo trend può essere utilizzato da alcune strategie equity market neutral per generare rendimenti non correlati alle obbligazioni o alle azioni.

I fondi indicizzati sono diventati una scelta sempre più diffusa fra gli investitori che vogliono beneficiare di un’esposizione economicamente conveniente a uno specifico mercato. Si tratta di fondi con una presenza particolarmente significativa nei mercati azionari più efficienti: ad esempio, costituiscono oltre la metà degli attivi dei fondi che investono negli Stati Uniti[2]. La maggior parte dei fondi azionari punta a replicare un determinato indice azionario. 

Chart: Share of $28 trillion of global mutual fund and ETF AUM

I fondi indicizzati sono diventati una forza estremamente importante sui mercati finanziari. A causa dell’enorme entità degli attivi gestiti, la loro attività di trading può esercitare un effetto misurabile sulle quotazioni azionarie.

Seguire da vicino, per restare al passo

L’obiettivo principale dei fondi indicizzati è replicare il più possibile gli indici sottostanti. Per raggiungere questo obiettivo, essi tendono a ribilanciarsi, in momenti particolari, in modo da coincidere con le regolari variazioni nella composizione degli indici sottostanti.

Come detto in precedenza, le grandi operazioni dei fondi incidono spesso sui prezzi delle azioni, in particolare nei periodi in cui la liquidità è limitata. Siamo convinti che le strategie market neutral siano in grado di generare rendimenti a bassa correlazione, fornendo liquidità ai fondi indicizzati.

I fondi indicizzati hanno avuto un enorme successo, come dimostra l’impressionante crescita degli attivi e tuttavia, considerati i loro obiettivi molto specifici, le loro modalità operative restano invariate. Sono infatti governati da regole molto rigorose in merito a quali e quanti titoli acquistare, e in quali momenti. Ciò significa che hanno gli stessi orari di negoziazione e gli stessi vincoli, ma con un maggior numero di attivi da negoziare. Questo è il motivo per cui sempre più spesso richiedono ad altri operatori di mercato di supportarne la crescita.

L’importanza della liquidità

Per qualsiasi importante indice azionario, esistono diversi fondi indicizzati di grandi dimensioni che mirano a replicarlo. Ciò significa che ogni uscita dall’indice di una società costituente, o l’inserimento di una nuova società, innesca una serie di grandi operazioni simultanee da parte dei fondi indicizzati, sia all’acquisto che alla vendita.

Solitamente i fondi indicizzati devono completare le loro transazioni entro un periodo di tempo limitato, di solito durante il giorno dell’effettivo inserimento. Ad esempio, quando l’indice ammette un nuovo titolo costituente, le istruzioni di acquisto emesse dai fondi indicizzati che lo replicano creano una forte pressione sulla domanda a livello locale. A sua volta, ciò provoca spesso un aumento significativo dei prezzi del titolo, se gli acquirenti non riescono a trovare facilmente azioni disponibili per l’acquisto. Allo stesso modo, quando un’azione deve uscire da un indice, i grandi ordini di vendita eseguiti nello stesso periodo possono determinare un calo significativo, seppure temporaneo, del prezzo del titolo.

Quali possono essere i vantaggi per le strategie Equity Market Neutral?

A seconda del mercato e della tempistica delle variazioni dell’indice, una strategia market neutral può fornire liquidità assumendo posizioni specifiche entro il giorno della variazione effettiva dell’indice. L’obiettivo dell’esercizio è di disporre della massima capacità di abbinare i flussi di negoziazione dei fondi indicizzati al “D-day”.

A titolo illustrativo, abbiamo preso in esame un caso di studio di un recente inserimento nell’indice S&P 500. Poiché l’inserimento del titolo è effettivo il 19 marzo, la maggior parte dei fondi passivi che replicano l’indice S&P 500 doveva acquistare il titolo lo stesso giorno. Gli investitori che fornivano la liquidità hanno venduto il titolo per soddisfare tale domanda. Una strategia equity market neutral ha utilizzato questa situazione in due modi. In primo luogo, ha chiuso la sua posizione long e, in secondo luogo, ha aperto una posizione short alla stessa data. In questo modo, è stata in grado di bilanciare la pressione esercitata dai fondi indicizzati sul titolo.

Le strategie market neutral neutralizzeranno sempre la propria esposizione al mercato, mantenendo una copertura adeguata rispetto a un intero indice o a determinati titoli. In questo modo, esse sono in grado di beneficiare delle loro specifiche posizioni long o short, senza dipendere dalla direzione del mercato.

Caso di studio

Annuncio dell’inserimento di NXP Semiconductors© all’indice S&P© 500, il 12 marzo 2021

Inserimento effettivo il 19 marzo 2021

Esempio di implementazione della strategia

15 marzo          long NXPI© / short S&P 500©
19 marzo          short NXPI© / long S&P 500©
24 marzo         chiusura della strategia
Chart: Index Rebalancing StrategiesSource: Candriam, December 2021

Il titolo utilizzato in questo caso di studio è un esempio tipico delle situazioni di mercato che incontriamo durante l’anno, coinvolgendo vari tipi di società di ogni settore.  Di conseguenza, nel corso dell’intero anno, le nostre strategie avrebbero generalmente avuto un’esposizione ampia e diversificata nei nostri diversi mercati e settori.

Nei prossimi anni, prevediamo che gli investimenti negli indici continueranno a crescere e siamo quindi fiduciosi che le strategie equity market neutral manterranno la loro importanza per gli investitori.

 

[1] https://www.bloomberg.com/professional/blog/passive-likely-overtakes-active-by-2026-earlier-if-bear-market/

[2] https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-11-24/active-v-passive-why-it-s-not-that-simple-anymore-quicktake

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23 Dec

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Il mercato del credito negli emergenti: alla ricerca dei rendimenti.

Christopher Mey

Senior Fund Manager, Emerging Market Corporates

Fattori tecnici, tassi, geopolitica, Cina: qualcosa di nuovo sui mercati del credito nei mercati emergenti? Ebbene sì! I fondamentali sono piuttosto sorprendenti. E l'importanza crescente dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) per gli emittenti rappresenta una boccata d'aria fresca.

Scenario corporate credit nei mercati emergenti

Il contesto economico globale per il 2022 metterà a dura prova gli investitori del credito soceitario dei mercati emergenti. L'aumento dei prezzi al consumo, le strozzature dell'offerta e i prezzi delle materie prime preparano la scena per un aumento dei tassi. La calma relativa resa possibile dalle campagne vaccinali sui mercati sviluppati è stata recentemente rimessa in discussione dalla nuova variante Omicron, un brusco monito che la pandemia non è ancora finita. Gli investitori devono essere preparati per potenziali colpi di coda del COVID-19, con effetti che potrebbero perdurare per anni.

Scenario verde

Nel complesso, ci aspettiamo che i fattori tecnici restino favorevoli. Le emissioni, che erano in forte crescita da diversi anni, dovrebbero attestarsi tra $ 450 e $ 500 miliardi nel 2002 di nuove contrattazioni, con circa $ 100 miliardi di nuovi finanziamenti netti dopo il rimborso di cedole e riscatti. La domanda, da parte degli investitori, del credito societario degli emergenti quale asset class autonoma è destinata a crescere, mentre il livello assoluto di emissioni è sufficiente a fornire solide opportunità di diversificazione.

Le obbligazioni di sostenibilità dovrebbero rappresentare quasi un quinto delle nuove emissioni, di cui si prevede che circa la metà sarà di green bond. Ciò potrebbe attrarre un nuovo gruppo di investitori in questa asset class.

Scenario di valutazione

Il nostro scenario core prevede un rendimento compreso tra il 3% e il 6% su 12 mesi (in dollari). Il rendimento assoluto realizzato dipenderà fortemente dall'andamento dei rendimenti dei Treasury USA. Prevediamo tassi globali di default del 3-4% nelle aziende emergenti per il 2022, per un "valore equo" dell'indice CEMBI BD di circa 250 pb, il che implica circa 60-70 pb di potenziale di riduzione degli spread best-case, principalmente nel segmento rating più basso. Anche se gli spread odierni potrebbero essere inferiori alle medie storiche, sembrano scontare i miglioramenti del credito degli ultimi trimestri.

Chart: CEMBI Broad Index Spreads

Sebbene lo spread assoluto del mercato corporate EM sia inferiore alla media storica, riconosciamo che i fondamentali stanno scontando i miglioramenti del credito osservati negli ultimi trimestri.

Ciò che non ti uccide, ti rafforza

Dal punto di vista dei fondamentali, le società dei mercati emergenti hanno superato il check-up di salute a pieni voti. Sebbene gli effetti di base abbiano contribuito ai confronti su base annua, siamo impressionati dalla situazione patrimoniale proattiva e dalla gestione della liquidità osservate. In molti casi, gli emittenti corporate EM sono tornati ai livelli EBITDA del 2019, con margini EBITDA in espansione. La leva finanziaria netta è migliorata, passando da una media di circa 2,3x a 1,7x nel 2021, con la copertura degli interessi in aumento. La liquidità è a livelli molto rassicuranti nella maggior parte dei settori.

Chart: Emerging Market Corporate Default Rates

I trend creditizi in miglioramento sono visibili in un contesto di tassi di default in calo. I tassi di default si sono impennati durante il picco dell'epidemia di COVID nel 2020, superando il livello del 5% per la prima volta dal crollo delle materie prime nel 2015-2016 e per la seconda volta dalla Grande crisi finanziaria del 2007-2008. Dalla crisi profonda dei mercati finanziari causata dal COVID alla fine del 1° trimestre 2020, abbiamo assistito a un netto miglioramento delle insolvenze, grazie alla riapertura delle economie e alle campagne vaccinali. Pur prevedendo un nuovo aumento dei tassi di default all'inizio del 2022, prevediamo che gli eventi si concentreranno nel settore immobiliare cinese, dove l'elevata incertezza e una serie di default di alto profilo avranno effetti a catena. Alcuni costruttori cinesi con rating più deboli hanno scadenze pesanti nel 1° trimestre 2022 e potrebbero dover affrontare difficoltà di finanziamento.

Gli emittenti riconoscono la sostenibilità

Per gli investitori incentrati sui criteri ESG, il panorama sta cambiando drasticamente. Sebbene le specifiche dei regolamenti europei SFDR riguardino principalmente i gestori patrimoniali europei, l'argomento si sta affermando anche tra gli intermediari finanziari e gli emittenti di obbligazioni societarie emergenti. Sono incoraggianti la maggiore trasparenza degli uffici delle relazioni con gli investitori, il dialogo più attivo e le discussioni più serie. Questi progressi stanno portando a un significativo aumento delle obbligazioni legate alla sostenibilità, mentre una nuova base di investitori è attratta da queste opportunità.

Calendario delle elezioni

Il calendario elettorale è una fonte frequente di volatilità nei mercati emergenti e il 2022 sembra essere un anno importante. A maggio sono previste due elezioni presidenziali in Colombia e nelle Filippine. Le più importanti saranno le elezioni brasiliane di ottobre. È altamente probabile che i flussi e i riflussi del ciclo politico in queste grandi economie emergenti stimoleranno gli spread del settore corporate nei periodi elettorali, poiché gli investitori peseranno i candidati e gli impatti dei loro programmi.

Tendenze macro

Il tapering della Federal Reserve, l'andamento dei rendimenti core e il ritmo degli adeguamenti avranno un impatto significativo sui rendimenti. Le materie prime sono a livelli relativamente elevati, con poche indicazioni che le dinamiche miglioreranno in modo sostanziale i bilanci degli emittenti orientati alle commodities.

La geopolitica costituirà un ulteriore importante fattore di rendimento, poiché le ambizioni territoriali cinesi si scontrano con gli interessi della regione dell'Asia-Pacifico, mentre le tensioni tra Russia e Ucraina si inaspriscono.

Gli spread sulle obbligazioni del settore immobiliare cinese hanno raggiunto livelli estremamente interessanti. Il settore ora rappresenta 22 pb, o il 7% dello spread del benchmark CEMBI Broad Diversified, con una ponderazione dell'indice di appena l'1,6% per tutti gli EMD Corp.

Dove sono le sorprese?

Non dovrebbe sorprendere se quest'anno l'immobiliare cinese, le tensioni geopolitiche, le elezioni e il percorso dei tassi d'interesse statunitensi terranno occupati gli analisti.

Tuttavia, nonostante la pandemia, i parametri di credito e i fattori tecnici sorprendentemente solidi determinano un outlook interessante per le obbligazioni corporate dei mercati emergenti. L'emissione attesa di obbligazioni legate alla sostenibilità, nuove persino nei mercati maturi, è una piacevole sorpresa che dovrebbe attrarre un nuovo gruppo di investitori. Qualcosa da attendere con ansia!

Detto questo, il 2022 sarà un anno difficile per gli investitori che desiderano diversificare i portafogli nel credito dei mercati emergenti. Selettività e integrazione ESG potrebbero essere le parole d'ordine nell'attuazione di queste strategie.

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24 Dec

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Real Estate privato - Cercasi diversificazione disperatamente?

Simon Martin

Chief Investment Strategist and Head of Research & Investment Strategy at Tristan Capital Partners

È ormai assodato che il real estate sia  al centro dell'attenzione dei responsabili di asset allocation. Per buona parte degli ultimi cinque anni, gli investitori istituzionali sono apparsi propensi a incrementare l'allocazione nei mercati privati per ottenere maggiori performance. L'immobiliare ha avuto un ruolo importante in questa transizione. L'interessante combinazione di rendimenti attuali, potenziale di crescita del reddito e creazione di valore tramite una gestione attiva continua ad attrarre investitori affamati di rendimenti e preoccupati da valutazioni azionarie record.

In effetti, la relativa attrattiva dell'immobiliare sembra destinata ad aumentare, poiché negli ultimi mesi l'impennata dell'IPC ha risollevato l'appetibilità del settore come potenziale fonte di diversificazione nei periodi di rialzo delle aspettative d'inflazione. In Europa, la correlazione tra inflazione e rendimenti immobiliari è stata storicamente trainata dalla natura dei flussi di cassa a livello di settore. Gli affitti europei sono generalmente indicizzati, il che determina un effetto di trasmissione diretta dall'IPC ai canoni di locazione. Allo stesso modo, la capacità di fare lievitare gli affitti sfruttando gli squilibri tra domanda e offerta è anch'essa fondamentale per l'attrattiva del settore all'aumentare dei prezzi.

Riteniamo che sia possibile amplificare i benefici di questo effetto concentrandoci sui segmenti caratterizzati da forti spinte cicliche e strutturali a livello della domanda e in cui è probabile che l'offerta resti limitata a causa di tassi di occupazione ridotti e di un'attività di sviluppo limitata. Abbiamo identificato una serie di segmenti in cui è probabile che tali squilibri tra domanda e offerta persistano. Tra le opportunità più scalabili vi sono:

Asset logistici urbani last-mile

La domanda da parte degli utenti di e-commerce di siti last-mile continua a superare drasticamente l'offerta di asset logistici di buona qualità situati in prossimità dei consumatori. I canoni sono in forte aumento e la penuria è talmente acuta da fare tracimare la domanda, alimentando una notevole attività di riconversione, ad esempio nel caso dei parchi commerciali.

Uffici orientati a criteri ESG di alta qualità nei centri di innovazione

Il rientro in ufficio in Europa è stato più positivo rispetto alle attese di molti. Sebbene gli effetti dello shock della domanda indotto dalla pandemia siano ancora visibili negli elevati tassi di sfitto, questo fenomeno è concentrato tra gli immobili di qualità inferiore, mentre il segmento di fascia alta resta caratterizzato da un'offerta carente. Riteniamo infatti che i vincoli di capacità e l'aumento dei costi nel settore edilizio faranno sì che, negli anni a venire, i mercati europei degli uffici saranno caratterizzati da uno shock dell'offerta (e non della domanda) connesso alla pandemia.

Nei principali centri di innovazione, in cui la domanda è in rapida evoluzione e l'offerta è limitata, questo scenario ha il potenziale di stimolare la crescita dei canoni di locazione per gli asset ben posizionati, dotati di servizi adeguati ed efficienti dal punto di vista delle prestazioni energetiche. Ne abbiamo già la prova osservando il nostro portafoglio di immobili a Londra, Birmingham, Dublino e Barcellona. È sempre più probabile che, tenuto conto dell'assenza di nuova offerta e di un'attività edilizia in diminuzione, la crescente domanda si riversi dalla fascia alta su una più ampia gamma di attivi certificati ESG di buona qualità.

Le strategie residenziali si concentrano su nicchie demografiche cruciali

In diversi sotto-segmenti del settore residenziale osserviamo un costante disallineamento tra domanda e offerta: in tutta Europa permane un'offerta insufficiente di immobili multifamiliari e i canoni di locazione continuano superare l'inflazione; il segmento delle strutture residenziali per la terza età è scarsamente approvvigionato, mentre le dinamiche demografiche e patrimoniali appaiono estremamente interessanti; il mondo degli alloggi per studenti rimane altamente frammentato e ben indirizzato verso una crescita significativa.

Riteniamo che, bilanciando attentamente queste strategie, gli investitori che cercano di massimizzare i rendimenti corretti per il rischio in un periodo caratterizzato da un rischio d'inflazione in aumento avranno un buon margine di manovra. Costruire un'allocazione intorno a questi temi sostenuti da fattori favorevoli, in un momento caratterizzato da forti vincoli di offerta, a fronte di un costo del debito a tasso fisso persistentemente basso, sembra un modo semplice e interessante per massimizzare la diversificazione e ridurre la correlazione con le altre classi di attivi. Tale diversificazione potrebbe rivelarsi sempre più preziosa nei prossimi cinque anni.

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Sai che ti dico, Kermit? Può essere facile essere Green!

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27 Dec

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Mercati emergenti: un'opportunità per il clima?

Galina Besedina

Portfolio Manager, EM Equities

Paulo Salazar

Co-Head of EM Equities

I paesi emergenti devono affrontare un dilemma. Da un lato, comprendono bene la necessità di proteggere il clima per le generazioni future. Eppure, gli imperativi di oggi sono migliorare le loro società e gli standard di vita, il che richiede più energia ed elettricità a costi accessibili.

I paesi emergenti dimostrano buona volontà

I paesi emergenti hanno aderito alle iniziative sul cambiamento climatico, in particolare agli accordi sulle emissioni nette di gas serra (GHG), firmando l'Accordo di Parigi. Già nel 2015, l'Accordo di Parigi invitava i paesi sviluppati a prendere l'iniziativa fornendo assistenza finanziaria agli altri paesi, in riconoscimento delle maggiori sfide che i mercati emergenti devono vincere per raggiungere l'obiettivo delle "zero emissioni nette". La maggior parte dei paesi emergenti sta progettando e implementando strategie di sviluppo a basse emissioni (LEDS).

Allo stesso tempo, i mercati emergenti sono visti come uno dei colli di bottiglia nelle azioni per il clima. La COP26, la più recente conferenza annuale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ha dimostrato che i mercati emergenti si impegnano per la decarbonizzazione, ma ha evidenziato le loro maggiori sfide.

Un promemoria delle sfide

Non abbiamo dubbi che la decarbonizzazione nei mercati emergenti sarà impegnativa.

  • Le esigenze di investimento sono enormi. La transizione energetica è un esercizio costoso, stimato dall'International Energy Association (IEA) come pari a 150.000 miliardi di dollari in 30 anni. I mercati emergenti rappresentano circa il 20% di questa cifra.
     
  • Il finanziamento non è garantito. Questi paesi sono già molto indebitati e i mercati finanziari attualmente favoriscono investimenti a basse emissioni di carbonio; la nostra ricerca suggerisce che circa il 37% degli investitori dei mercati emergenti prevede di ridurre l'esposizione ai fossili; inoltre, le tasse sul carbonio sono difficili da imporre.
     
  • L'accesso a determinate tecnologie è limitato, sebbene disponibile nei mercati sviluppati come Europa e Stati Uniti.
     
  • Le materie prime critiche possono scarseggiare, come il litio o il nichel.
     
  • La disponibilità di personale specializzato potrebbe essere un problema
     
  • La pressione dai mercati sviluppati sta aumentando affinchè gli emergenti si impegnino con sforzi più sostanziali. Ad esempio, si stanno facendo pressioni sui mercati emergenti affinché eliminino gradualmente le centrali elettriche a carbone a basso costo.

È necessaria più energia per gli standard di vita

La crescita della popolazione e la necessità di migliorare gli standard di vita sono priorità che i paesi emergenti non osano sacrificare. A tal fine, è quindi necessaria una maggiore fornitura di energia elettrica. Oggi quasi 800 milioni di persone non hanno affatto accesso all'elettricità. Fondamentalmente, c'è una chiara correlazione tra PIL pro capite ed energia. E la crescita economica non provoca il consumo di energia - è il contrario.

Chart: Energy Consumption vs GDP, Per Capita, 2018

Secondo le stime del New Energy Outlook 2022 di BloombergNEF, entro il 2050 le economie emergenti rappresenteranno il 68% della domanda globale di energia. In altre parole, i mercati in via di sviluppo si trovano a dover sacrificare la propria crescita a favore della decarbonizzazione senza mezzi adeguati e risorse sufficienti.

Opportunità

Alcuni mercati emergenti stanno tuttavia facendo buoni progressi nella decarbonizzazione. Le economie emergenti hanno rappresentato il 58% dei 249 miliardi di dollari di asset finanziari investiti in energia pulita in tutto il mondo nel 2019[1]. Cina e India continuano ad essere i maggiori mercati per gli investimenti in energia pulita, con la prima che costituisce quello di gran lunga più grande. Altri paesi asiatici sono leader nei componenti per veicoli elettrici, come la Corea del Sud che produce quasi un terzo delle batterie globali per veicoli elettrici.

Inoltre, i paesi emergenti possiedono notevoli risorse naturali necessarie per la transizione verso la green energy, come nichel e rame. Raffinano inoltre le materie prime necessarie, come il litio e il cobalto. La raffinazione di entrambi i materiali è attualmente dominata dalla Cina.

La transizione verso lo zero netto crea opportunità di lavoro. Secondo l'analisi dell'IFC (International Finance Corporation) condotta sulle 21 principali economie dei mercati emergenti, che rappresentano il 62% della popolazione mondiale e il 48% delle emissioni globali, gli investimenti sostenibili in determinati settori tra il 2020 e il 2030 potrebbero generare 213,4 milioni di nuovi posti di lavoro diretti cumulativi. In regioni come Asia orientale e Pacifico (Cina, Indonesia, Filippine e Vietnam) e Asia meridionale (Bangladesh e India), il potenziale dei nuovi posti di lavoro cumulativi è rispettivamente pari a 98,8 milioni e 52,3 milioni. L'infrastruttura della "smart city" per affrontare il cambiamento climatico crea occupazione e migliora i servizi dei mercati emergenti sottosviluppati. Naturalmente, mercati emergenti e sviluppati affrontano la stessa sfida, ovvero quella di creare una "transizione giusta", di cui possa godere l'intera società di un paese e capace di prevenire sacche di nuova disoccupazione.

Conclusioni

Nei mercati emergenti, la decarbonizzazione può creare opportunità di investimento in settori come l'energia solare ed eolica, nella produzione e nella raffinazione di materie prime legate alla green energy, oltre che nella filiera dei veicoli elettrici.

Le rinnovabili hanno preso piede nei paesi emergenti, ma il carbone rimane la fonte di energia più economica. La sfida per gli investitori, che allocano il capitale, e per il mondo nel suo insieme, è aiutare questi paesi ad aumentare il consumo di energia in maniera economica e abbattendo le emissioni. I paesi emergenti affrontano le problematiche legate alla necessità di ridurre le emissioni e, contemporaneamente, colmare il divario con gli standard di vita dei paesi sviluppati.

 

[1] Climatescope Emerging Markets Outlook 2020, Bloomberg Finance L.P.2020

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28 Dec

climate week

Analisi dei titoli sovrani: come abbiamo sopravvissuto così a lungo?

Kroum Sourov

Lead ESG Analyst – Sovereign Research

Gli umani non sono superpredatori, anche se agiamo in quel modo. La natura potrebbe ribellarsi e dimostrare la nostra debolezza. Il nostro modello di sostenibilità del debito sovrano, progettato per l’analisi degli investimenti, offre anch'esso sia informazioni olistiche che numeriche. Forse i nostri investimenti, e il nostro futuro dipende da qualcosa di semplice: Non combattere madre natura.

Regali per un superpredatore

È tempo di regali e, forse, della campagna di beneficenza occasionale. Di recente, 650.000 dollari veri sono stati spesi in un mega yacht che può essere usato solo in un videogame[1]: il Metaverse, o altri tipi di realtà virtuale, attraggono sempre più soldi. Molti si affidano alle criptovalute, prive di garanzia nel mondo reale; come l’immaginario Matrix, sembrano progetti per rendere più attraente la triste realtà attorno a noi. (Spero che gradiate l’opera più recente, realizzata appena in tempo per Natale 2021!)

E la beneficenza? Con la stessa cifra[2] si stima che si potrebbero rinfoltire e piantare foreste di superfici svariate volte più grandi della zona di Central Park a New York, nel mondo reale.

Mentre la capacità di distinguersi in un videogioco virtuale diventa astronomicamente cara non possiamo non porci delle domande sul nostro pianeta. Siamo così potenti che il piacere (virtuale) di uno è più importante del benessere (fisico) di molti?

Chart: Candriam Deforestation Index versus GDP

Come facciamo a sopravvivere?

In effetti gli esseri umani non sono mai stati in cima alla catena alimentare. Anzi, gli studi dimostrano che siamo allo stesso livello delle acciughe[3], anche se ciò crea poche preoccupazioni in una società moderna. In tempi in cui essere mangiati dal superpredatore locale era una possibilità reale per noi, gli ominidi avevano una capacità molto efficace che ci distingueva. Era la nostra capacità di comunicare concetti complessi e quindi di coordinare molti adulti nel raggiungimento di uno scopo comune: superare le circostanze pericolose, e infine... sopravvivere. La forza dei numeri.

Dopo la COP26, con le proteste no vax che si facevano violente e la resistenza armata alle mascherine in alcuni Paesi, rimane la questione: abbiamo ancora ciò di cui abbiamo bisogno? Alla fine, stiamo correndo contro le limitazioni naturali dell'ambiente. Queste prendono forme multiple: gli uragani, il caldo torrido, le foreste in fiamme e ora il virus sono nient’altro che conseguenze diverse dei danni che stiamo causando al nostro pianeta. Il pianeta Terra può essere la bolla che ci protegge dal sole, ma all’improvviso e irreversibilmente può diventare un superpredatore se tocchiamo il punto critico sbagliato. Non vi sono pascoli più verdi (reali): questo è tutto ciò che abbiamo.

Possiamo continuare a sopravvivere?

Come i nostri antenati pre-industriali, tutto ciò che abbiamo è la capacità di comunicare e di coordinare l’azione, e la forza dei numeri. Ciò è diventato al contempo più semplice che mai, ma anche più difficile di quanto sia mai stato. Celebriamo i risultati individuali: senza grandi fardelli fiscali che li contengano, i miliardari stanno ingaggiando una corsa personale verso lo spazio. In milioni non si sentono rappresentati e gli interessi privati seminano dubbi sulla regolarità delle elezioni. Molti cercano un salvatore che offra soluzioni semplici a problemi complessi. Margini di voto sottili come rasoi danno potere a leader populisti pronti ad abbracciare l'autocrazia.

Le nostre convinzioni

Il nostro futuro è nelle nostre mani. La pandemia globale e la crisi climatica potrebbero essere risolte se lavorassimo insieme, piuttosto che proteggere quelli che percepiamo come nostri interessi. Ciò si applica ad ogni livello: dalla donazione all’ente di beneficenza locale durante le feste natalizie alla vaccinazione per proteggere te e tutti coloro con i quali entri in contatto, dal voto per i partiti politici guidati dal consenso scientifico e la collaborazione al rafforzamento delle organizzazioni internazionali e alla collaborazione a livello globale.

Gli investitori e altri si stanno adoperando, ma dobbiamo fare tutti di più. Gli investitori si accorgono sempre di più che dobbiamo lavorare insieme e in tanti, come nella Investor Policy Dialogue on Deforestation (IPDD, Dialogo sulla deforestazione nelle politiche degli investitori) e nella Net Zero Asset Managers Initiative (Iniziativa dei gestori patrimoniali per le zero emissioni nette). In Candriam sfruttiamo la nostra capacità di analizzare i dettagli di questo tipo di iniziative, non solo per una visione più chiara degli investimenti, ma anche per guidare gli sforzi filantropici del Candriam Institute. Partecipiamo a queste iniziative e co-sponsorizziamo i progetti di rigenerazione e forestazione in Brasile, Zambia e Senegal con WeForest.

Trovare soluzioni che funzionino per tutti richiede compromessi, e i compromessi richiedono umiltà e compassione. Quali regali migliori per la stagione delle feste?

Il Punteggio di deforestazione di Candriam si avvale di una varietà di fonti, comprese le immagini satellitari, per misurare la perdita di estensione delle foreste, la perdita totale di biomassa e i cambiamenti nell'impiego del suolo. Il nostro modello stima anche l'impatto delle emissioni come risultato del cambiamento nell'impiego del suolo

 

[1] Tech Times. Virtual Metaverse Yacht Sold for $650K in The Sandbox. Disponibile su https://www.techtimes.com/articles/268685/20211129/virtual-metaverse-yacht-sold-for-650k-in-the-sandbox.htm, accesso il 6 dicembre 2021

[2] Secondo il nostro partner per la forestazione, We Forest

[3] Sylvain Bonhommeau, Laurent Dubroca, Olivier Le Pape, Julien Barde, David M. Kaplan, Emmanuel Chassot, Anne-Elise Nieblas. Eating up the world's food web. Proceedings of the National Academy of Sciences Dec 2013, 110 (51) 20617-20620; DOI: 10.1073/pnas.1305827110.
Disponibile su https://www.pnas.org/content/110/51/20617, accesso il 2 dicembre 2021

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29 Dec

climate week

L'influenza del clima sul credito societario, dove ci porta?

Nicolas Forest

Global Head of Fixed Income

Philippe Noyard

Global Head of Credit

Gli obbligazionisti sono fornitori di nuovo capitale per investimenti e crescita. Gli azionisti possono votare, ma l'offerta di utili portati a nuovo o di nuove emissioni di azioni è ridotta rispetto al finanziamento del debito. Gli investitori devono avere un comportamento Responsabile nella loro allocazione del capitale. Inoltre, in Candriam, siamo convinti che includere i fattori legati al clima nel processo decisionale migliori i rendimenti corretti per il rischio.

I rendimenti corretti per il rischio sono l'obiettivo

Vale sempre la pena ricordare che i rendimenti obbligazionari sono asimmetrici. I rischi assumono una diversa colorazione in questa luce.

Sembra passato così tanto tempo da quando si è iniziata a considerare l'analisi ambientale, sociale e di governance (ESG) nel reddito fisso come una sorta di ulteriore "verifica" per identificare e chiarire i rischi di ribasso, eppure l'introduzione di questi criteri è recente. La governance è da tempo un elemento centrale nell'analisi del credito. Quanto più complessa è la struttura societaria, tanto più i fattori di governance sono legati al profilo di rischio. Dopo aver messo al centro della propria analisi il fattore "G", Candriam è passata all'inclusione dei fattori "E" e "S" come parte integrante di questo processo. Ci aspettiamo inoltre che l'integrazione dei fattori ESG nei processi relativi al segmento obbligazionario nel settore degli investimenti contribuisca ad allocare il capitale in modi ancor più efficienti!

Integrazione ESG nell'analisi del credito aziendale - Un processo, non un risultato

Nell'analisi dei crediti corporate, integriamo i fattori ESG nella nostra analisi fondamentale dei profili aziendali degli emittenti, oltre ad altri elementi fondamentali come il livello di intensità del capitale, la ciclicità e la concentrazione del settore, nonché le quote di mercato. Non ci limitiamo ai dati storici, ci avvaliamo di un approccio lungimirante per valutare come i rischi ambientali e sociali potrebbero cambiare le prospettive di credito future.

Passo successivo: la transizione energetica

"Transizione" verso un'economia globale a basse emissioni di carbonio, più efficiente nelle risorse e sostenibile. "Transizione" è una parola così facile da usare per indicare il cambiamento, ma quest'ultimo può essere difficile da prevedere, difficile da raggiungere e costoso da implementare. È sempre più importante comprendere l'esposizione di ciascuna società ai rischi di transizione a cui ciascuna società è esposta, sulla base delle proprie attività e del mix geografico, ma anche del modo in cui gestisce tali rischi.

Valutare in che misura le società gestiscono i rischi di transizione in modo corretto o insufficiente, migliora la capacità di determinare non solo quali siano gli emittenti più "virtuosi", ma anche quelli probabilmente più redditizi in un'ottica di lungo periodo. Contribuisce inoltre a dirigere l'impegno verso emittenti che non hanno ancora compiuto progressi sufficienti ma hanno possibilità di miglioramento. In Candriam, escludiamo le società dal nostro universo di investimento se stabiliamo che la loro gestione del rischio di transizione sia "molto insufficiente", al fine di evitare gli emittenti che devono affrontare i rischi climatici più elevati. Le società la cui gestione è ritenuta "insufficiente" possono diventare obiettivi prioritari per l'impegno. (Ascolta il nostro video del 17 dicembre sull’impegno nel reddito fisso.)

Tutti gli attori sono interconnessi. Sappiamo tutti che le attuali tendenze delle emissioni nazionali sono in ritardo rispetto agli obiettivi (possiamo visualizzare di quanto – vedi il nostro articolo Prospettive del 13 dicembre). Questa potrebbe diventare un'emissione di credito significativa. Ad esempio, il "meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera" previsto dal Green Deal dell'UE significa che le imprese con sede in Paesi con emissioni elevate potrebbero perdere le loro esportazioni verso l'UE.

Non ti affannare, agisci! Integrazione della politica climatica nella costruzione del portafoglio

I rischi di investimento sistemici sono enormi. Swiss Re[1] avverte che, anche se gli obiettivi dell'accordo di Parigi saranno raggiunti, i cambiamenti climatici potrebbero cancellare l'11% del PIL mondiale entro il 2050. In uno scenario di +3,2 °C, i cambiamenti climatici potrebbero costare il 18% della produzione globale.

Il prossimo passo potrebbe essere l'integrazione della politica climatica nella costruzione del portafoglio. Per alcuni gestori, il processo di costruzione di un portafoglio include il calcolo dell'effetto dell'acquisto o della vendita di un titolo sulla volatilità complessiva, o su altri parametri, di un portafoglio. Perché non è così anche per i rischi climatici?

Molti gestori comunicano l'impronta di carbonio dei loro portafogli solitamente come un risultato. Perché non adottare misure aggiuntive? Perché non includere in un portafoglio gli scenari legati alle temperature? L'obiettivo potrebbe essere quello di indicare se il portafoglio è in linea con l'accordo di Parigi, e/o in che misura si avvicina o meno. Oggi, Candriam integra i fattori ESG nella nostra analisi del credito. La mitigazione del clima e l'adattamento a quest'ultimo sono saldamente integrati nelle nostre analisi ESG.

Sebbene gli investitori responsabili possano risentire un imperativo morale, è nostra convinzione che l'inclusione dei cambiamenti climatici nell'analisi del credito sia diventata un fattore necessario per la generazione di rendimenti ponderati per il rischio per tutti gli investitori.

 

[1] Forum economico mondiale. https://www.weforum.org/agenda/2021/06/impact-climate-change-global-gdp/#:~:text=The%20largest%20impact%20of%20climate,the%20Swiss%20Re%20Institute%20warns, accesso l'8 dicembre 2021.

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30 Dec

climate week

C'è ancora un'ultima opportunità per il Net Zero?

Alix Chosson

Senior ESG Analyst, Climate & Environment Specialist

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31 Dec

climate week

Greenflation: un costo equo o un ostacolo?

Wim Van Hyfte, PhD

Global Head of ESG Investments and Research

L’aumento dell’inflazione ha ancora una volta evidenziato la questione dei costi e dei benefici connessi alla lotta ai cambiamenti climatici. I consumatori, le imprese, gli investitori e i governi stanno pesando i pro e i contro di questo dilemma: pagare di più oggi, per un domani più sostenibile. Mentre il dibattito infuria, non vi è alcun dubbio che l’inazione, evitando i costi dell’azione, produrrà oneri umani e finanziari molto più elevati.

L’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), che nel corso degli anni ha fornito prove definitive che i cambiamenti climatici causano eventi meteo più estremi, ha sottolineato l’urgenza di effettuare tagli drastici alle nostre emissioni di gas serra[1]. Questa riduzione richiederebbe un passaggio dai combustibili fossili alle fonti di energia rinnovabili, e una transizione verso un’economia basata su un modello circolare dell’utilizzo dei materiali[2]. In più, questo cambiamento dovrà coinvolgere non solo tutti i settori, ma dovrà avvenire anche in tempi molto rapidi.

Nell’ultimo anno, gli esperti del mercato hanno cercato di capire in che misura la ripresa dell’inflazione fosse dovuta alla spesa per un mondo più “green”. Sono stati presi in considerazione e pesati vari fattori inflattivi e si è discusso con crescente frequenza di temi come le “greenflation” e il “greenium”. Sono state poste domande sul prezzo che tutti ci aspettiamo di pagare per la transizione verso un’economia diversa e più sostenibile e un nuovo stile di vita. E ci siamo chiesti se questo costo fosse eccessivo. 

Che cos’è?

Per citare Bill Gates e il suo recente libro “Clima: come evitare un disastro”, un “Green premium” (o “greenium”) è “[la] differenza di costo tra un prodotto che comporta l’emissione di CO2 e un’alternativa senza emissioni”. La teoria sottolinea che la transizione da carbone, petrolio e gas (combustibili fossili) a energia rinnovabile, l’adozione di veicoli elettrici e di treni e navi a idrogeno, insieme a nuovi tipi di isolamento degli edifici, comporteranno costi significativi. A sua volta, secondo questa scuola di pensiero, questa spesa supplementare tesa a conseguire gli obiettivi Net Zero è destinata a provocare un aumento dell’inflazione.

La “greenflation” è responsabile dell’attuale aumento dell’inflazione?

Si tratta di una questione complessa, ma la “greenflation” non è il fattore principale.

Le perturbazioni delle supply chain legate al COVID hanno determinato l’aumento dei prezzi di un’ampia gamma di materie prime e beni di consumo. Anche se è difficile prevedere la traiettoria dell’inflazione, soprattutto alla luce dell’imprevedibile andamento della pandemia COVID-19, riteniamo che l’inflazione tenderà a calare, man mano che le strozzature della supply chain scompariranno gradualmente, che i mercati fisici e la domanda e l’offerta si adatteranno e che i prezzi scenderanno, rispecchiando tale processo.

Se consideriamo la transizione energetica in una prospettiva di più lungo termine, essa comporterà inevitabilmente picchi di prezzo per alcune materie prime. Fra queste ci sono i minerali rari necessari per i vari impianti, macchinari e infrastrutture richiesti per l’elettrificazione dell’economia. Questo tipo di inflazione sarà sostanzialmente legato a difficoltà iniziali: è infatti probabile che il passaggio verso un’economia più circolare ed efficiente dal punto di vista energetico si riveli difficile a causa dei vincoli temporali.

Perché? Se la regolamentazione e la politica in materia ambientale saranno pianificate e comunicate in modo adeguato, con debito anticipo sulla fase di implementazione, tali perturbazioni non dovrebbero a nostro avviso avere un impatto duraturo sui prezzi delle materie prime e dei prodotti finiti, nel complesso. È importante sottolineare che questi cambiamenti sono relativi, pertanto la domanda di una materia prima potrebbe avere un impatto negativo sui prezzi di altre. L’impennata dei prezzi del rame è dovuta a una chiara tendenza all’elettrificazione. Questa stessa tendenza rende alquanto fosche le prospettive a lungo termine del petrolio.

Tuttavia, in particolare durante la conferenza COP26 di Glasgow, è diventato chiaro che i governi e le imprese non si sono mossi finora abbastanza velocemente. Inoltre, se vogliamo recuperare il ritardo, non ci sarà il tempo di attendere una ripresa dell’offerta di materie prime, in modo che possa soddisfare comodamente la richiesta prevista, o che tutti concordino una tabella di marcia ideata, o che legislatori e regolatori possano elaborare uno schema attentamente ponderato, che copra tutti gli aspetti della nuova economia. Se vogliamo evitare che i cambiamenti climatici diventino veramente catastrofici e irreversibili, il mondo dovrà muoversi rapidamente. Ciò significa che dovremo gestire le nostre aspettative rispetto alla “comodità” della transizione.

Qual è l’alternativa?

I costi dell’inazione ricadranno principalmente sulla prossima generazione, ma sono difficili da immaginare. In parte perché il cambiamento climatico richiederà inevitabilmente un costo umano enorme. Già oggi, gli eventi meteorologici estremi hanno un costo economico e finanziario impressionante per i governi di tutto il mondo. Negli ultimi anni, abbiamo già visto alcuni dei peggiori esempi di catastrofe climatica in California, Australia, Canada, Alaska e, solo pochi giorni fa, i danni prodotti da tornado mortali negli Stati Uniti. I costi di tali eventi ammontano già a centinaia di miliardi di dollari, assicurati e non assicurati.

Secondo i peggiori scenari futuri, vaste aree del pianeta diventeranno inabitabili, a causa del caldo e della distruzione della flora e della fauna. Questi mutamenti provocheranno migrazioni di massa delle popolazioni superstiti verso “aree sicure” già sovrappopolate, con il rischio di nuovi conflitti, guerre e distruzioni.

La strada verso Net Zero è fatta solo di costi?

Nonostante tutte le sfide che ci attendono se agiamo in tempo, non dobbiamo dimenticare che il passaggio a un’economia circolare, più efficiente dal punto di vista energetico, creerà un’ampia gamma di sviluppi positivi. Sviluppi che riguarderanno la regolamentazione, le tendenze sociali e l’evoluzione del comportamento dei consumatori, presenteranno chiare opportunità di investimento a lungo termine per i gestori di portafoglio e avranno molte ramificazioni positive in tutti i settori dell’economia globale.

Un’elevata “greenflation” è inevitabile?

L’esempio dell’energia rinnovabile ci fa seriamente dubitare che la “greenflation” sarà una sfida irrisolvibile. Negli anni successivi alla crisi finanziaria globale, quando le istituzioni come l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) hanno delineato le proprie previsioni per il raggiungimento della “grid parity”, l’obiettivo temporale stimato era il 2025-2030. La realtà si è tuttavia dimostrata molto diversa. In molte regioni del mondo, l’energia rinnovabile ha raggiunto la “grid parity” solo cinque anni dopo. Ciò è dovuto al fatto che gli incentivi dei governi hanno consentito un rapido cambiamento di scala: mentre il cambiamento ha influito sui prezzi dei combustibili fossili e ha spinto l’inflazione verso l’alto in alcune aree dell’economia, in altre aree ha portato a un calo dell’inflazione. E il risultato finale può essere facilmente letto come un’assenza di crescita globale dell’inflazione.

 

[1] https://www.ipcc.ch/2021/08/09/ar6-wg1-20210809-pr/

[2] https://ellenmacarthurfoundation.org/topics/circular-economy-introduction/overview